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GLAS GOGGOMOBIL

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GLAS GOGGOMOBIL

GERMANIA La Glas fu un’officina tedesca fondata nel 1895 a Pilsting, in Baviera per la riparazione di macchine agricole e costruzione di seminatrici e imballatrici di fieno. Con la fine della seconda guerra mondiale il mercato delle attrezzature agricole subì un crollo e piuttosto che macchinari per la raccolta del grano, erano indispensabili macchine per la raccolta macerie e cadaveri. Alla Glas allora si pensò di affiancare alla produzione di mezzi agricoli quella di impastatrici per fornai (vivi possibilmente). Da qui partì la produzione della Goggomobil, una croccante rosetta (o michetta che dir si voglia) farcita di bulloni zincati a testa esagonale M20x30. Prodotta dal 1955 al 1969, la Goggomollica, era una simpatica micro-car panificata. Fu la prima vettura in assoluto ad essere stata sfornata dagli stabilimenti Glas e per via delle piccole dimensioni e motorizzazioni molto ridotte era adatta al difficile periodo del dopoguerra, in cui molti erano gli affamati e pochi i sazi. La Goggomobil venne proposta inizialmente in versione berlina tre volumi a due porte e quattro panari con portiere incernierate posteriormente. Poteva essere inizialmente guidata anche da titolari di patente di guida per motoveicoli ed era acquistabile con 3.500 Marchi (circa 525.000 Lire dell’epoca). Il motore posteriore bicilindrico a 4 marce da 250 cc. fu successivamente affiancato anche da un 300 cc e 400 cc. sempre con trazione posteriore. Le carrozzerie disponibili erano, oltre alla piccola berlinetta alta solo 1.30 mt., lo sfilatino coupé con doppio seggiolino e vetrata panoramica posteriore, basso addirittura 1.24 mt. e il raccapricciante furgoncino delle consegne nonché Pick-up.
 
GOGGOMOBIL COUPE'GOGGOMOBIL VAN TL 

Nove prototipi furono realizzati invece come affettati convertibili. Su richiesta era possibile avere persino il  cambio elettromagneticoIl preselettore di marcia manuale fu molto diffuso negli anni '30. La leva del cambio serve a 'pre-selezionare' la marcia successiva che verrà poi innestata da un pedale senza la necessità di agire su di una frizione. Da non confondere con il cambio automatico. dotato di una piccola leva metallica da gestire nello spazio di pochi centimetri e da utilizzare preferibilmente a mani asciutte onde evitare un croccante elettroshock cutaneo. Particolari gli indicatori di direzione montati al centro vettura al livello del tettuccio in stile urna floreale da cimitero. Al giorno d’oggi sembra che risultino congelate ancora 2.500 michette Goggomobil  delle 280.000 circa prodotte in toto.
BUCKLE DART All’estero la Glas Goggomobil fu costruita anche sotto licenza  come Mikrus in Polonia e Dart in Australia (con sembianza tipicamente spyder mista tavola da surf). Nel 1969 il panificio chiuse e fu assorbito dalla mensa della BMW. Ecco uno dei motivi per cui al giorno d’oggi spesso, chi ha i denti non ha il pane, ma chi ha il pane, anche se non ha i denti, di sicuro ha una BMW. E una dentiera.


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ANNUNCI DI MERDA: € 500
”Vendo Goggomobil forse del 1969. Si trova su delle mensole del mio panificio da qualche decennio. Ho le chiavi e i documenti ma tanto l’auto non parte. Pagamento anticipato e consegna solo dopo l’accertamento del nucleo antisofisticazioni...”



glas goggomobil - VIDEO DI PRESENTAZIONE

10   COMMENTI :

mezzotoscano ha detto...

Errore fatale!!! All'epoca in cui la Goggomobil fu presentata, il marco tedesco era cambiato a circa 150 £it, per cui il prezzo di vendita equivaleva a 525.000 £it (sempre troppe, comunque, per una zuppiera a 4 ruote).
Per la cronaca con 3.5 milioni di £it d'allora uno poteva permettersi una Ferrari "California" o giù di lì.
Povera la nostra liretta! E pensare che qualche anima candida ancora la rimpiange.

AUTOdiMERDA ha detto...

Ma porca paletta! E' vero..che pirla sono stato LOL!! Ho effettuato il cambio attuale ..alimortè! :) Grazie Mezzo.

mezzotoscano ha detto...

Nessuna autodenigrazione, caro AUTOdiMERDA, solo chi è attempato come me può ricordare certi cambi lira/marco che oggi sembrano una fanfaluca.
Così come sembra impossibile che l'industria atomobilistica tedesca abbia potuto risollevarsi e conquistare l'attuale prestigio (forse un po' troppo osannato) partendo da simili carabattole. Questa vicenda avrebbe dovuto costituire un monito per l'industria nazionale, ma non lo è stato e adesso i risultati si vedono.

Anonimo ha detto...

maddaì...! la Goggomobil non era la ciofeca che tu descrivi. Bisogna ricordare che tempi erano quelli... Soldi, pochi. Necessità, grandi. Per questo è nata la macchinetta della glas, proprio come da noi è nata la 500. Con due marchi, o con due lire, il tedesco con famigliola (e l'italiano con famigliola) poteva gitrare il mondo. Vedere il sito dedicato alla Goggomobil per credere Ciau Tore

Pier ha detto...

Infatti le chiamerei ugualmente AdM, ma con simpatia.
Qualche anno fa Ruoteclassiche gli dedicò un servizio (era Ruoteclassiche? Boh).
Eran descritte come macchinette anche abbastanza vispe. Anche il Transporter nel suo piccolo se la cavava con onore; per dire della economia di costruzione, proprio il furgone aveva il motore totalmente girato trasversalmente rispetto alla "berlinetta", girato e basta, dunque il guidatore si trovava la leva del cambio con manovrabilità ruotata di 90°.
Onore a chi negli anni 50 si è messo le gambe in spalla per riemergere dalla cacca.
Pier

Anonimo ha detto...

Vista da dietro sembra l'antenata della QQ6!Sarà stata 1 auto da (super)sfigati, xrò caspita quanto fa sorridere a vaderla oggi(e kissà,forse anke al tempo)... -ELLEMME-

etrusco ha detto...

AutodiMerda sì, ma io vorrei averne una oggi, andate a vedere quanto vale oggi una Goggomobil. Dai 7000 euro messa male agli 11.000 euro in buone/ottime condizioni. Il bello è che vanno a ruba!!

Anonimo ha detto...

etrusco prendi l affare e un investimento sicuro ma per te .

Anonimo ha detto...

goggo bello,goggo fresgo!

aldamar ha detto...

Era meglio farsi una canna!

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