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GENERAL MOTORS EV1

GENERAL MOTORS EV1

U.S.AAvete mai conosciuto una casa automobilistica che dopo aver costruito una propria auto si limitasse ad offrirla sul mercato in noleggio rifiutandosi di venderla e dopo 3 anni ne ritirasse tutto il lotto prodotto per demolirlo? Ebbene, questa casa automobilistica, seconda multinazionale mondiale per produzione di autovetture con oltre 325.000 dipendenti, con il 15% di vendite su tutte le auto e i camion del mondo, un fatturato di oltre 200 miliardi di dollari l’anno, con filiali, finanziarie e leccaculo in tutto il globo e forse anche su altri pianeti... è la General Motors Corporation, nota anche come GM: Grandi Malfattori. Il progetto EV1 fu sviluppato a metà anni ‘90 principalmente per soddisfare le nuove leggi anti-inquinamento adottate dalla California. Il provvedimento, noto come ZEV mandate, prevedeva che entro il 1998 almeno il 2% delle auto prodotte fosse a emissioni zero. La GM dichiarò di aver investito oltre un miliardo di dollari per lo sviluppo e la commercializzazione della EV1, dimenticandosi però che molti verdoni provenivano dagli 1,25 miliardi di dollari erogati dall'amministrazione Clinton nell'ambito del progetto Partnership for a New Generation of Vehicles (PNGV)PNGV fu un  programma di ricerca del 1993 in cooperazione tra il governo degli Stati Uniti e importanti aziende automobilistiche, volto a ridurre il consumo di carburante entro il 2003. Quando il programma stava per dare i suoi frutti fu annullato dall'amministrazione Bush nel 2001, su richiesta delle Case automobilistiche.. La General Motors EV1 era un'autovettura a propulsione elettrica prodotta nel 1996, prima auto elettrica a batteria realizzata dalla General Motors, primo modello nella storia della compagnia dotato del logo GM sul cofano e primo veicolo ad essere riuscito, per il suo design, a far vomitare addirittura l’allora semisconosciuta stagista Monica Lewinsky che qualche anno dopo riuscirà, sempre insieme al presidente Clinton, a fare ben altre acrobazie orali. La EV1, una berlina a forma di cornetta del telefono a due posti, fu progettata esclusivamente come veicolo elettrico con numerose soluzioni tecnologiche innovative come il telaio con grill, pannelli laterali ammazza-zanzare, cerchi in lega di bresaola super leggeri, apertura delle portiere e avvio del veicolo senza chiave tramite tessera sanitaria e chiamate illimitate verso fissi. Non era quindi un adattamento di un'auto a benzina e non utilizzava la trasmissione di un'auto già esistente.  La prima generazione (1996-1997) utilizzava batterie al piombo acido ermetiche, la seconda generazione (dal 1999) montò invece le Duracell formato famiglia. L’autonomia era, in base al modello, di 120-240 km con una ricarica da 8 ore oppure di solo 1 km in caso di utilizzo dell’autoradio con i cd di Leone di Lernia (anche le auto hanno un limite alla sopportazione). Le prestazioni erano eccellenti: si raggiungevano 100 km/h in circa 8 secondi, peccato che dopo 2 secondi la velocità massima si autolimitasse elettronicamente a 130 km/h. In realtà il sistema di propulsione e l'aerodinamica della EV1 avrebbero permesso una velocità teorica di 300 km/h utilizzando un rapporto e centralina opportunamente modificati. La velocità e le altre informazioni erano visualizzate sull'avveniristico display digitale posto sopra il cruscotto con salvavita Beghelli incorporato. Per effettuare un rifornimento si doveva RICARICA DI UNA GM EV1 utilizzare una postazione di carica apposita con dimensioni di 46x61x152cm che aveva una forma simile ad una pompa di benzina. Il collegamento per la ricarica era di tipo induttivo, si effettuava tramite un connettore in plastica nella presa sul muso della vettura dopo averlo immerso nell’acqua di nascosto per poi farlo inserire ad un amico non troppo simpatico. Data l'assoluta mancanza di punti di ricarica pubblici, era impossibile utilizzare la macchina su lunghe distanze a meno che non si venisse beccati in pieno da qualche fulmine a ciel sereno, ma piuttosto che provare questa elettrificante sensazione di benessere la maggior parte degli utenti preferiva tornare a casa ogni sera per poter ricaricare le batterie. Ottenere comunque una EV1 era veramente molto difficile. Prima di tutto l'auto non poteva essere acquistata: era previsto solo il noleggio (da 300$ a 600$ per mese), con scadenza prefissata, di tre anni; non era possibile rinnovare il contratto o acquistare il veicolo pagandone il valore residuo. Prima ancora di conoscere le condizioni di noleggio, gli acquirenti erano sottoposti a una lunga preselezione: in effetti le auto non furono mai disponibili immediatamente per il noleggio. Gli acquirenti venivano inseriti in interminabili liste di attesa, senza che fosse nemmeno prefissata una data di consegna, e molte consegne non furono mai fatte. Se andava bene, dopo 6 mesi, ai locatari veniva assegnata una macchina, ma prima della consegna era necessario ancora parecchio tempo, oltretutto i clienti dovevano installare il caricabatteria a casa propria, adeguando opportunamente l'impianto elettrico (era necessaria l'alimentazione a 220 V mentre lo standard USA è di 110 V), questo richiedeva ancora una o due settimane. Insomma era più facile conseguire una laurea in ingegneria aerospaziale che ottenere una EV1. I vertici della GM hanno sempre respinto le richieste di dedicare maggiori risorse alla produzione della EV1, la conseguenza è stata una produzione costantemente inadeguata alle richieste di mercato e una campagna promozionale a dir poco scandalosa.
Il fallimento del progetto EV1 sarebbe stato determinato da vari fattori, ma principalmente dalle pressioni delle compagnie petrolifere, le quali vedevano nell'auto elettrica un pericolo per il loro business. Le cause legali da parte dei tre maggiori costruttori di auto, inclusa GM, riuscirono a far alleggerire le normative anti inquinamento californiane (ZEV mandate) a tal punto che la GM poté cancellare il progetto EV1. Alla fine del periodo di noleggio, le  auto (circa un migliaio)  furono ritirate (nonostante generose offerte  fatte da privati per il riscatto) stoccate e GM EV1 DEMOLITEletteralmente demolite a Burbank, California. Nel marzo 2005, le ultime 78 vetture stoccate furono trasferite nello stabilimento GM di Mesa, Arizona, per lo smaltimento definitivo fra lo stupore e le proteste dell'opinione pubblica. Solo un esiguo numero di EV1 è ancora esistente in college, facoltà di ingegneria e alcuni musei. Il 30 giugno 2006 è uscito negli USA un documentario intitolato “Who Killed the Electric Car?” (Chi ha ucciso l'auto elettrica?) di cui ne consiglio vivamente la visione. Rimane solo il rammarico e forse un po’ di rabbia per un business così spietato come quello petrolifero-automobilistico che governa silenziosamente e in modo subdolo le nostre menti e i nostri corpi come burattini... perlomeno fino a quando lo smog non ci avrà negato l’ultimo respiro.
La prossima volta che farete carburante in una stazione di servizio, ricordatevi di AUTOdiMERDA, perché se leggendo alcune pagine di questo sito vi foste chiesti quale sia una vera auto di merda, attenti... perché probabilmente ci sarete seduti dentro.


VEDI L'ANNUNCIO IN FORMATO .PDF

ANNUNCI DI MERDA: $ 18,99 (€ 16)
”Vendo brochure della GM EV1 ad edizione limitata. Tutte le specifiche e lo sviluppo della vettura passo passo per costruire una EV1 in casa. Ingredienti per 2 persone: 800 kg. di farina 00, 400 uova e un centinaio di batterie stilo ricaricabili. Zuccherare a piacere...”


general motors ev1 - VIDEO DI PRESENTAZIONE

37   COMMENTI :

AUTOdiMERDA ha detto...

Grazie a Rocco di Roma per la segnalazione in bacheca ;)

Anonimo ha detto...

oddio è terrificante

pietro mastroleo ha detto...

L'aerodinamicità della linea permette anche un'elevata tenuta e fluidità di marcia in caso di vento laterale, dettaglio importantissimo per un'auto elettrica. Difficile fare di meglio.
Poichè in un simil esperimento il rovescio della medaglia era prevedibile fin dall'inizio, la figuraccia l'ha fatta la GM e i governi americani intorno all'auto in questione. Senza ombra di dubbio la faccenda nasconde dell'altro.

AUTOdiMERDA ha detto...

Ciao Pietro,
Io credo molto, scherzi a parte, nelle energie alternative, pulite ed economiche (possibilmente). Nei prossimi anni penso che le Case dovranno per forza di cose comunque adeguarsi.. probabilmente studieranno qualche escamotage per farci pagare qualcosa per compensare il non utilizzo di carburanti tradizionali, ma diciamocelo: a chi non farebbe comodo su brevi percorsi quotidiani un'auto elettrica?

pietro mastroleo ha detto...

@ ADM condivido 100% il futuro è quello!.
Il commento che ho inserito è volutamente un sunto nella seconda parte per evitare che si soffermi, come in precedenza, qualche buontempone dal farmaceutico QI (grazie Mezzotoscano).
Sto preparando qualcosa di molto approfondito perchè lo ritengo eticamente doveroso.
Salutoni

mezzotoscano ha detto...

@AdM
A molti, penso. Però un'auto - anche elettica - ha sempre un certo ingombro: come la mettiamo con il parcheggio?
Continuo a preferire il mio scuterino.

Claudio ha detto...

☺☻: È apparsa quest'auto in una puntata dei simpson, di cui non ricordo il nome. L'auto in questione si chiamava Electaurus ::)

GiUs97_MiTo ha detto...

ha 13 anni ma la trovo comunque molto carina

Anonimo ha detto...

era la macchina della svolta.... niente piu benzina, io boicotto qualsiasi cosa sia americana

Anonimo ha detto...

auto elettrica... ma l'elettricità chi la produce? Non viene fatta attraverso le centrali a combustibile? E quindi che ecologia è? Sempre idrocarburi ci vogliono. Solo che invece di bruciarli dentro il motore dell'autovettura vengono bruciati nelle cetrali termoelettriche. L'ecologismo non esiste. E' solo una scusa per farci spendere soldi. Mettetevelo in testa.

AUTOdiMERDA ha detto...

Qualsiasi idustria inquina siamo daccordo, ma già con le auto elettriche si ridurebbe nelle città l'inquinamento acustico e lo smog, inoltre non si dipenderebbe dal costo del carburante, il risparmio allo stato attuale sarebbe notevole. La scusa semmai è proprio quella di non investire in questa risorsa per difendere altri tipi di interessi, questo perlomeno il mio modo di vedere la situazione e anche la storia della EV1 ne è una prova.

Anonimo ha detto...

chi l'ha detto che si ridurrebbe l'inquinamento? Verrebbe solo delocalizzato, invece di avere l'inquinamento migrante assieme all'autovettura avremmo inquinamento statico attorno alle centrali termoelettriche sempre più spinte, sempre accese, sempre al massimo. Solo se si puntasse seriamente verso il nucleare avremmo una drastica riduzione dell'inquinamento atmosferico, ma il nucleare non lo vuole nessuno.
E non consideriamo l'inquinamento da batteria. Tutte le batterie esauste che nelle auto elettriche, che devono essere sostituite ogni sei mesi, dove verrebbero smaltite? Se già oggi solo una minima parte delle batterie automobilistiche ritorna negli appositi centri di riciclaggio, sai quante altre finirebbero nelle discariche abusive, nelle falde acquifere, etc.? A parlare siamo bravi tutti, anch'io, ma soluzioni vere non ce ne sono.

AUTOdiMERDA ha detto...

Se avrò la possibilità di inserire nel sito alcuni passi degli studi di Ugo Bardi cercando di mantenere l'aspetto umoristico di AdM sarò felice di farlo, nel frattempo ti suggerisco se ne hai voglia la lettura di un suo articolo per www.aspoitalia.it proprio sui vantaggi dei veicoli elettrici: LINK ARTICOLO
Come forse hai potuto capire AdM nel suo piccolo cercherà sempre di sostenere questa forma di energia alternativa e come è giusto che sia ognuno potrà sempre avere il proprio e rispettabile parere, indipendetemente (spero) dai propri interessi commerciali.

Thrasher ha detto...

secondo me se si sforzassero di far funzionare quel maledetto motore ad aria compressa (che avevano prodotto per la EOLO) sarebbe anche meglio, alla fine per comprimere l'aria pure con la pompa a mano si può...

Anonimo ha detto...

Che figata di auto futuristica.Peccato che le hanno demolite.

Anonimo ha detto...

Ma non avete mai sentito parlare di campi fotovoltaici o di centrali idroelettriche?
In Val Formazza ce ne sono di stupende, sono tutte ultraottantenni e l'unico intervento di manutenzione significativo è stata la sostituzione delle condotte forzate dopo appunto un'ottantina d'anni.
Tornando alla nostra GMdM, il posteriore mi ricorda quello della k coupè, chi va con lo zoppo, impara a zoppicare!

Beppe

Livefromcura ha detto...

La citazione della Eolo non da lo spunto ad AdM per farne una accurata recensione? Uno dei peggio bidoni (in tutti i sensi) benedetta dagli ecologisti della domenica, che si è ben presto rivelata la ciofega che sospettavo. PEr fortuna, prima di metterla in vendita.

Pier ha detto...

La Eolo? Cos'è?
Ah sì, la Scoreggiolo!
O Petolo se vogliamo essere più gentili.
Pier

Anonimo ha detto...

La Eolo non è affatto una ciofeca, probabilmente ha bisogno di qualche miglioramento, ma ciò che conta è che il lobbismo delle compagnie petrolifere + case automobilistiche finirà con l'esaurimento del petrolio, diciamo non prima di altri 40 anni...sistemi alternativi al momento ce ne sono a volontà, ma le porcherie fatte per mantenere i mercati su un'impronta tradizionale li nascondono.
Dario Fo da anni cerca di sponsorizzare l'olio di colza, estratto da un vegetale che potrebbe essere coltivato anche nei climi semi-desertici (risolvendo pure la povertà in svariate zone depresse del mondo, soprattutto l'Africa) e cosa serve per adoperarlo? 100 euro per pulire il serbatoio di un'auto tradizionale dai residui di benzina e le macchine di tutti noi potrebbero andare con questo combustibile alternativo, che è super-ecologico e costa un quinto della benzina.
Inoltre, da anni sento che in Sudamerica tutte le case hanno modelli che vanno ad alcol, la stessa Fiat ne ha una versione per ogni auto di gamma, perchè qui no?
Non volevo uscire dal seminato del post dedicato alla EV1, comunque gli U.S.A. su tutto ciò che non riguardi gli armamenti hanno sempre raccontato panzane e questa auto, che poteva essere un grosso passo avanti, è la prova dell'egoismo ambientale di questo Paese (come di molti altri, purtroppo)

Davide

Gianluca T. ha detto...

Non è sempre vero, come dice qui qualcuno, che l'energia pulita non esiste. Giusto dire che le auto elettriche funzionerebbero con energia prodotta da centrali a idrocarburi e ad energia nucleare, ma anche da centrali idroelettriche ed energie alternative. Se invece dei benzinai esistessero distributori di energia elettrica prodotta in loco tramite celle fotovoltaiche, o con il termo-fotovoltaico, non sarebbe qualcosa che sconvolgerebbe veramente il mercato e creerebbe una vera alternativa pulita?

Anonimo ha detto...

Forse, il miglior tentativo di auto elettrica Americana dopo la Ford Comuta!

Anonimo ha detto...

ma va con le mezzatorcia o con le ministilo ?

mezzotoscano ha detto...

Torniamo con i piedi per terra, gente. Da ambientalista mi auguro di prendere un grosso granchio, ma credo che l'auto elettrica a prezzi abbordabili, con un'autonomia significativa, con prestazioni soddisfacenti e facilmente ricaricabile (chiedo troppo?) non sia dietro l'angolo.

enzo ha detto...

La General Motors EV1 era un auto che funzionava bene, altrimenti non le avrebbero demolite tutte per far sparire le tracce. Qualche anno fa conobbi un ingegnere di Torino, il quale mi disse, più o meno, le stesse cose che disse Beppe Grillo agli operai della Fiat( parte finale del video presente su questo sito), aggiungendo: " Certe cose non le possiamo sviluppare e commercializzare, perché se no gli americani si incazzano!" A causa degli interessi dei petrolieri che pagano i politici, per noi un auto elettrica, pure se piccola e da usare solo per piccoli spostamenti, rimarrà un sogno.

Anonimo ha detto...

l'ekettricità è la forma di energia pià costosa che esista. per un semplice motivo: è la più ordinata, sono elettroni orientati. per converso, il calore p la più disordinata. a tutt'oggi non ci sono modi economici per fare elettricità. il pià economico, su larga scala, è ... il petrolio!! o le turbogas. quindi è tutta una bufala. ricordate: in natura, l'entropia aumenta sempre. ricordate il teorema H di Boltzmann. e più la forma di energia che ottengo è ordinata, più basso è il rendimento per produrla partendo da una forma disordinata come il calore.

Anonimo ha detto...

Se ci fossero più auto come la Fisker Karma, cioè elettriche che usano un motore a benzina (oppure, meglio, diesel) come generatore, potremmo cominciare a consumare di meno. In più, se si convincessero ad usare i supercondensatori (che si caricano e scaricano più velocemente-quello sarebbe il problema) anziché le batterie, non ci sarebbe il problema dello smaltimento, visto che sono semi-eterni e composti da materiale ri-utilizzabile n volte. Il nucleare sicuramente darebbe una mano per le auto elettriche, ma nessuno lo vuole, quindi si deve rispettare la scelta della maggioranza...


Manny

Anonimo ha detto...

beh sì in questo caso il risparmio è dovuto al fatto che il motore diesel c'è ma lavora a velocità costante e ottimale per ricaricare le batterie quindi consuma il minimo indispensabile

Anonimo ha detto...

non si potrebbe fare un'auto a pile? vai dal tabacchino, compri 200 mezzatorcia , le metti su (stando attento perchè se una la metti alla rovescia va in corto e salta tutto per aria) e parti.

Anonimo ha detto...

non credo che vada in corto, tuttalpiù non parti e stai lì fermo dove ti trovi. Ti tocca riaprire il vano e controllare una ad una tutte le 1/2torce che hai da po installato

Anonimo ha detto...

ALLORA E' FATTA !!! lo sapevo che era un'idea geniale... presto, compriamo le pile

Anonimo ha detto...

In risposta a chi ha parlato di entropia.. L'energia è OVUNQUE intorno a noi, solo che noi, da 200 anni circa (scoperta del petrolio), la usiamo solo sotto la forma più "facile", ed è ora di cambiare. Il petrolio altro non è che l'energia solare, immagazzinata dalle piante e poi trasformatasi in legno, torba, carbone e infine petrolio in milioni e milioni di anni. Noi la stiamo usando a velocità immensamente superiore a quanto si è formata, e finirà presto. Il futuro è nel solare, la forma di energià da cui TUTTO discende (fotosintesi, spostamento delle acque -maree- e spostamento dell'aria -vento-).

Bandito ha detto...

31, le maree non derivano dall'energia solare ma da quella gravitazionale, in gran parte dalla gravità lunare. Per il resto hai ragione a dire che il petrolio è energia solare accumulata, ma sul fatto che l'energia solare possa sostenere una civiltà come la nostra nutro seri dubbi, se ne usassimo quanta ce ne serve dovremmo coprire il pianeta di pannelli e macchinari vari, sottraendo cospicue quantità di energia all'ecosistema che ci tiene in vita ed in prospettiva facendo morire il pianeta. Forse la soluzione sarebbe da cercare altrove, ma i paurosi e timidi Italiani fanno i referendum per nascondere la testa nella sabbia e lasciare che altri popoli più intelligenti ci passino davanti.

Anonimo ha detto...

per il 31: il discorso sull'entropia conferma esattamente cio' che dici. l'energia solare infatti è una forma disordinata di energia, è calore. e infatti nel ritrasformarla in energia meccanica c'è un rendimento molto scarso ma in questo caso non ce ne frega niente perchè.. è gratis. il problema è solo riuscire a ottenere la potenza che ci serve.

Anonimo ha detto...

ma a che serve questo sito? mi sa che dovremo aprire un nuovo blog: sitidimerda.it...a sto punto tutto è possibile.

Anonimo ha detto...

Caro compare, dato che ci troviamo costretti a vivere in un mondo di merda penso possa starci anche un sito come questo.

aldamar ha detto...

Solo un Decerebrato poteva concepirla!

mezzotoscano ha detto...

Si, vabbé, ho capito. Certa gente è convinta che Archimede Pitagorico meriterebbe il premio Nobel

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