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FORD ANGLIA 105E

FORD ANGLIA

U.S.A La Ford Anglia 105E era una pialla con le ruote usata principalmente da Mastro Geppetto per la creazione di “Finocchio”, l’amico alternativo di Pinocchio. Quest’ ultima versione pederasta dell’Anglia, influenzata dalle acconciature rockabilly americane in voga in quegli anni, venne presentata nel 1959 sfoggiando un ciuffo ribelle, ma pettinato al contrario. La linea della parte anteriore era inclinata con una calandra, anch'essa inclinata, posta tra due prominenti e maliziosi fari, inclinati pure loro e che facevano l’occhiolino. Tutte queste inclinazioni ricordavano molto quelle delle fantasie erotiche dei falegnami, che oltre a saperci fare con la sega, non disdegnavano ogni tanto una bella botta di pialla, e con l’Anglia il divertimento era assicurato ;)
Abbandonato il look aggressivo e troppo macho dei precedenti modelli Ford, l’Anglia 105E,  con il suo lunotto inclinato (eccallà!) al contrario per ripararsi dalla pioggia o dagli sputazzi condominiali, sembrava essere stata modellata dal phon, o meglio, da un casco asciugacapelli andato in corto circuito. Fu  prodotta dai parrucchieri della Ford Motor Company in Gran Bretagna e fortunatamente distribuita quasi totalmente nel Regno Unito; a completare il toupé ci pensarono le pinne posteriori, utili, per chi fosse in coda, a grattarsi la testa. Al nuovo hairstyle si accompagnava indegnamente un motore stempiato 4 cilindri in linea, la cui cilindrata di 997 cc offriva un'FORD ANGLIA ESTATEaccelerazione e un’agilità nello schivare gli ostacoli simile a quella del Titanic. Il modello estate station wagon di pari cilindrata, ricalcava le prestazioni della berlina, ugualmente paragonabili al Titanic, ma dopo che si era schiantato contro l’iceberg. Nonostante le pinne, la versione berlina del 1959, durante i test raggiunse la velocità massima di 118 km/h in stile rana e un'accelerazione 0-100 nel tuffo di partenza di 26,9 secondi. I consumi si attestavano sui 6,69 litri d’acqua ingeriti ogni 100 km, ma conoscendo le tendenze “inclinate” dell’Anglia nessuno era disposto a farle la respirazione bocca a bocca. Risulta difficile capire come possa essere riuscita dopo 40 anni a prendere il volo nel film del 2002 “Harry Potter e la camera dei segreti” quando neanche David Copperfield sarebbe riuscito a farla levitare.
FORD ANGLIA SPORTSMANNel 1962 giunse l’Anglia Super con un nuovo motore con le extension da 1.198 cc e con alcune novità estetiche come i paraurti cromati antiforfora, i pneumatici con le mèches, la ruota di scorta posteriore a vista e i bigodini lungo tutto il profilo. La tragica notizia fu che quest’ultimo modello, nella versione Anglia Sportsman, fu esportato anche nell’Europa continentale. In Italia la spasmodica voglia di emulare la berlina inglese indusse l’operosa mano del falegname piemontese Mastro Michelotti, tifoso e attivo membro degli “Ultras Granata”, a concepire nervosamente una sorta di Anglia made in Italy allo stadio, durante un derby Juventus-Torino perso dai granata per 4-0. Con carrozzeria ridisegnata, ma utilizzando il telaio, le portelle, il parabrezza e la meccanica del  modello Ford, venne costruita  dalle Officine Stampaggi Industriali (OSI)La Officina Stampaggi Industriali  di Torino è stata una carrozzeria automobilistica attiva dal 1960 al 1968. Molte vetture progettate dalla Ghia erano realizzate dalla O.S.I. con la quale Ghia collaborò per tutta la breve vita della carrozzeria piemontese. l’Anglia ford anglia torinoTorino: una panchina di truciolato peggio dell’originale. Venduta dai bagarini in 10.000 esemplari fino al 1969, ma prodotta solo per una stagione (1964-65), l’Anglia Torino presentava difetti di fabbricazione e qualitativi che le preclusero il mercato estero. Le maggiori critiche rivolte al Michelotti dai suoi goliardici amici e simpaticissimi collaboratori (che gli ridevano in faccia), riguardavano soprattutto il nome scelto per la vettura che, secondo alcuni, sarebbe dovuto essere un più convincente Anglia Juventus.  


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ANNUNCI DI MERDA: € 4.500
”Vendo Ford Anglia del 1961, 14 cv. Restaurata e funzionante come se fosse nuova (quindi una chiavica), colore giallo catetere (pieno). Già iscritta alle auto storiche non appena uscì dalla fabbrica nel 61..”



ford anglia - VIDEO DI PRESENTAZIONE

64   COMMENTI :

Stiui ha detto...

Davo per scontata una menzione a Harry Potter:
Non ricordo in quale episodio, l'Anglia fece talmente schifo che pure l'albero stregato la prese a cazzotti!:-)

pietro mastroleo ha detto...

Ah finalmente posso sputarci sul monitor così con lo straccetto affianco lo pulisco dalle ditate :)
Vista la recensione la vedo ampiamente adattabile alla ford Ka(gata) sarebbe un due piccioni con una fava.

Suggerirei una sezione a parte :"Incomprese" per spostare l'Arna in una collocazione più meritevole.

AUTOdiMERDA ha detto...

@ Pietro :)
LO so che a te l'Arna piace, come del resto le altre Alfa mi sembra di aver capito... probabilmente tutte queste auto sono state delle incomprese. (e menomale! LOL)

@ Stiui :)
Non ho trovato uno spezzone del film come quello che descrivi... peccato sarebbe stato molto istruTTivoOOO :)

mezzotoscano ha detto...

Michelotti non è più tra noi e quindi rispettiamone la memoria, però...

AUTOdiMERDA ha detto...

Anche il piccolo trafiletto umoristico sul Michelotti potrà essere spunto di curiosità per chi non lo conosceva, sarebbe cmq un segno alla sua memoria. Se dovessi fermarmi a tutti i decessi storici (tra designer, progettisti e collaudatori) a cui va tutta la mia stima e ammirazione, non dovrei scrivere più nulla.

Claudio ha detto...

Il riferimento ad Harry potter è inevitabile.

Anonimo ha detto...

a me piace tantissimo! avrà un brutto culetto ma è senz'altro originale e molto anni 50!!!

Anonimo ha detto...

Da piccolo guardavo schifato la Anglia Torino color crema di mio zio....oltre che brutta perdeva acqua dal radiatore anche nelle salite meno ripide.Fu sostituita presto da una signora Fiat 128......

Anonimo ha detto...

Che ricordi! mio padre ne aveva una e quando andavamo a passeggio invitavo gli amici perchè senno dovevamo spingerla io e mio fratello.
Una volta prima ancora di affrontare il passo del Gottardo si era come di consueto alzata la temperatura del motote e un benzinaio che voleva aiutarci ha voluto aprire il tappo del radiatore non abbiamo nemmeno fatto in tempo ad avvertirlo che un geiser (avete presente yellowstone?)è partito dal radiatore ustionando il viso dello sventurato. Secondo me i progettisti dovrebbero processarli a Norimberga e buttare via le chiavi

Anonimo ha detto...

naturalmente fu sostituita da una Fiat 125

omniares ha detto...

Una Anglia 105E volante e incantata, di colore Light Blue, è stata inserita nel film Harry Potter e la camera dei segreti. Nel film l'auto viene magicamente allungata per ospitare Harry e tutti i Weasley. Divenuta invisibile spicca poi il volo.

Anonimo ha detto...

Io non ritengo assolutamente l'Anglia una brutta automobile, ma solamente compresa da pochi sia all'epoca che adesso, forse per la sua linea avvenieristica.Quindi ritengo i progettisti della Ford Motor Company Inglese tra i primi ad uscire dagli schemi.Inoltre il motore tanto biasimato è stato protagonista (e vincitore) di tantissime gare.

Anonimo ha detto...

Tizi dice: è bellissima, conturbante, assolutamente fascinosa, nonchè eccitante.
Sarei disposto a tutto per averla!!!

p.s. il mio psichiatra sta tentando... ma è difficile.

Anonimo ha detto...

la prima serie è grottesca e va acquistata solo dal Potter però è talmente brutta che mi intriga, ma l'aborto di michelotti merita un'ordalia ...

Anonimo ha detto...

Poverini... ma lo sapete che "Cosworth" ha messo il motore dell'Anglia nelle F3 inglesi degli anni '60 ricavandone per un mille di cilindrata oltre 135 cavalli? Chiedete a Brabham, Lotus e company cosa ne pensano dei motori dell'Anglia....

mezzotoscano ha detto...

Piccolo particolare: quanto costava un motore elaborato Cosworth? Anche Abarth sapeva tirare fuori scintille da motori di merda come quello della 600, bastava pagare e revisionarlo ogni 200 km...
Oltretutto qui si parla soprattutto d'estetica e, sotto quest'aspetto, l'Anglia fu una vera fetecchia.

Anonimo ha detto...

bella sia quella inglese che quella italiana

Anonimo ha detto...

Ecco come in un giudizio pesano gli imprinting infantili.
La possedeva una conoscente di mia mamma. Con l'Anglia spesso ci faceva da navetta fra l'albergo di Folgaria e Fondo Piccolo; durante il tragitto non cessava di dare fiato alla sua voce stridula e petulante
Non mi era propriamente antipatica, però notavo una rassomiglianza fra la sua espressione mentre sputava sentenze e il muso dell'Anglia.
Ecco perchè oggi sono convinto che spesso si sceglie l'auto a propria immagine e somiglianza.
Pier

Anonimo ha detto...

Sempre in quel di Brighton, nel 1981, ce l'aveva il fratello della padrona di casa;
sosteneva fino alla noia che la Citroen l'avesse plagiata producendo la Ami.
La prima sera che mi invitò ad uscire con lui e la sua compagnia, saggiamente mi sistemai al centro del sedile posteriore, affiancato da due discrete rappresentanti del gentil sesso.
Come previsto, dopo due o tre lattine di birra le inglesi, e non solo loro, tendono a diventare un pò vacche...
Purtroppo di birra deve esserne finita anche nel carburatore, perchè alla terza curva la macchina se ne è andata per la tangente cappottandosi ripetutamente in un prato.
E fu così che le mie allegre compagne di viaggio furono colte da mal di testa.
L'inconveniente nei successivi trent'anni si è ripetuto spesso pur senza incidenti stradali.
Se avesse avuto la tenuta della Ami le cose sarebbero andate diversamente...
Quanti chili di dentifricio ci vogliono per pulire la calandra?

Beppe

mezzotoscano ha detto...

Ecco appunto, Beppe: l'AMI scopiazzò spudoratamente l'incredibile lunotto invertito dell'Anglia, ma almeno - anche se tuttora non capisco come ci riuscisse - stava in strada.

Anonimo ha detto...

Confermo, prova te a sorpassare in retro con un'Anglia!

Eppure si tramanda che l'unico modo per far ribaltare le 2CV e derivate fosse di lanciarle in marciaindietro e poi dare un violento colpo di sterzo!

Boh, 'ste foreste!

Beppe

Anonimo ha detto...

Il fatto di possedere il lunotto a montante negativo, (intorno ai primi anni 50)donava alle vetture made in USA, in particolare quelle del gruppo GM (Chevrolet - Pontiac - Oldsmobile - Buick - Cadillac)e poi riprese anche dalle Lincoln - Chrysler e persino dalla fetida Nash. un gran tocco di eleganza e signorilità.
Macchine imponenti, ampollose, interminabili.
Ma tale effetto sulle piccole Europee, non apportava lo stesso identico effetto.
Apparivano bruttissime o bellissime e colui che le disegnava, voleva imprimere un gran tocco di originalità.
Secondo me la Ami, era di gran lunga più bella ed originale della Anglia.

Anonimo ha detto...

Brutte o belle però a quei tempi le auto avevano una personalità, potevi capire di che casa erano vedendole da lontano. Oggi se non guardi la marca non capisci cosa siano, a parte poche eccezioni sono tutte uguali.

mezzotoscano ha detto...

... e tutte d'una banalità esaperante

Stiui ha detto...

Anonimo 10:24, ti quoto appieno!

Anonimo ha detto...

Purtroppo quelli della CITROEN se ne innamorarono talmente tanto, ke qualke anno + tardi la "clonarono", deliziandoci con la "gemella bastarda" AMI 6 (la quale aveva almeno la comode portiere anke dietro).Stranamente la versione SW della ANGLIA è abbastanza "guardabile",mentre la TORINO da dietro ricorda le LANCIA del periodo. -ELLEMME-

Alessandro ha detto...

Macchina orrenda, ma questo sito è davvreo geniale. Complimenti

mezzotoscano ha detto...

Richiesta informazioni.
Forse vado "off-topic" ma vorrei sapere da qualcuno (magari il supercompetente Luca) se la mia memoria fa cilecca o meno.
La questione è la seguente: mi pare di ricordare che, prima della mitica (???) Ford "Capri" (1969-1986), sia stata presentata un'omomima vettura sportiva con il lunotto invertito; mi pare anche di ricordare che la vettura in questione risultò un'emerita fetecchia che lasciò come eredità solo il nome.
Ringrazio chi saprà illuminarmi in merito e, con l'ccasione, lancio un allarme: forse verrà lanciata una nuova "Capri"!... Per la serie "certi nomi portano sfiga ma tanto nessuno ci fa caso".

Anonimo ha detto...

Ciao 1/2; parli della Ford Produzione made USA, oppure quella minore anche in proporzioni e volumi di vendita made UK?

Vorrei poterti aiutare, ma non ho capito se parli di una vettuta laboratorio - prototipo - studio oppure vettura vera e propria, tanto fetecchia che messa in commercio e poi ritirata?

Mi piacciono le "Muscle Car" e le vetture Inglesi, ma non sono un supercompetente come tu affermi.

Saluti Luca.

portaleazzurro ha detto...

Ciao Luciano,
La ricordo una vettura, a quattro porte, col lunotto ad inclinazione invertita precedente o contemporanea della Anglia o Ami 6.
Forse mi sbaglio, ma il suo nome doveva essere Consul, forse della Ford o della GM.
Saluti. Franco.

P.S. Le anglia, anche la torino, le ho sempre trovate orribili.

mezzotoscano ha detto...

Ringrazio per la cortese collaborazione ma non posso esere troppo preciso: dopotutto parliamo di cacca che fu evacuata quasi mezzo secolo fa.
@ Luca. In sostanza sono quasi certo che il nome "Capri" fu usato per una vettura antecedente la Ford che tutti conosciamo (la "Mustang" dei poveri, tanto per capirci) ed è su questa fantomatica vettura che sto indagando; mi pare sia stata anche messa in commercio, invece circa il lunotto invertito non sono poi tanto sicuro. N.B. Non può essere la Mercury Capri, del 1970.
@ Franco. Invece ricordo (con raccapriccio) la berlina di cui parli, ma non ne ricordo il nome. Con ogni probabilità si trattava d'una Ford inglese.
Il mistero continua...

mezzotoscano ha detto...

Osteria!!! Forse ci sono!
http://www.seriouswheels.com/1960-1969/1963-Ford-Consul-Capri.htm
In sostanza dovrebbe trattarsi della versione coupé della fetecchia cortesemente segnalatami da Franco... Beh, in fondo, data l'epoca e la berlina da cui derivava, il risultato estetico può anche starci.
Attendo conferme.

Anonimo ha detto...

Tanto per iniziare e meglio capirci, carissimi illustri colleghi smerdaccianti, il lunotto "invertito", in gergo è conosciuto come: "Lunotto a montante negativo" - in arte sarebbe la speculare del parabrezza a zampa di cane ad Es. usate dalle uato Americane.

Detto questo, in Europa già nei primi anni sessanta, i lunotti "negativi" erano diverse auto ad usarle, come la Humber Spectre Mark I del 1963 e poi ancora nel modello Mark II 2 anni più tardi.

Anche in Giappone c'era il lunotto invertito, come sulla Mazda R 360 Coupe. In USA erano tantissime ad usare questo profilo estetico, anche quelle meno potenti come la Studebaker Lark 6.

Ma in UK, era la vera e propria patria del montante posteriore negativo, persino la Reliant Regal 64 ne era fornita, oppure la TVR Griffith 200 - la Hillman Minx 1600. La Germania aveva la sua DKW Monza o come la Italianissima Maggiora Fiat 2300 S che a dirla tutta in casa Maggiora era la meno ribrezzevole smerdamacchina concepita.

Caro mezzo forse PORTALEAZZURRO ha centrato il modello da te cercato. Ma la Capri, per quanto mi risulta, non era la Mustang dei poveri, ma era stata concepita con diverse prerogative.

Le Ford Torino (in tutte le sue svariate serie e/o versione SW) le trovo molto attraenti, al contrario di certi aborti per fortuna dimenticati nate in Italia.
Alla prossima, Luca

mezzotoscano ha detto...

Caro Luca, il termine "Mustang dei poveri" fu una leggenda metropolitana diffusa (dai possessori di vere Mustang?) per definire le Capri europee e non è mia invenzione: l'ho usato tanto per semplificare le cose.
Personalmente quel che conta è che sia esistita una "Capri" antecedente quella di cui trattasi; ho solo fatto confusione tra la berlina Consul (con lunotto a montante negativo) e la coupé derivata (con lunotto normale) ma credo che alla fine il mistero sia chiarito: si trattava solo d'una "tigna" personale, alla mia età è sempre consolatorio constatare che non tutta la memoria è finita in merda.
Ringrazio te e chi mi ha dato ascolto e adesso credo sia meglio chiudere altrimenti AdM mi bacchetta per essere andato troppo "0ff-topic"

portaleazzurro ha detto...

Ford Consul 315.
Basta digitare questo in Google e si è subissati di foto e video su questa meravigliosa automobile che avrà ispirato suppongo anche i disegnatori dell'Anglia.
Alla prossima.

Anonimo ha detto...

I tuoi Off-Topic sono sublimi caro 1/2; anch'io non vorrei andare in Off/Topas - ma come ben saprai la Mustang era definita una Pony Car e non una vera e propria "Muscle". Che poi ottenne una affermazione clamorosa oltre le aspettative in casa Ford, questo è un altro discorso.

La Mustang a 4 posti secchi come la Capri, nacque grazie a Lee Iacocca, chiedendosi: Chi è quel padre che vuole lasciare a casa i propri figli? Il 13 Aprile del 1964 venne presentata questa stupenda Ponycar. Nei primi 4 mesi dal lancio vennero vendute oltre 100.000 Mustang.

La Capri, era la versione ridotta della Mustang appositamente voluta per glissare le vendite in Europa, aveva un lungo cofano motore ed un abitacolo più piccolo, con motori che spaziavano dal 1.3 fino al 2.6 - alla 3.0 ed in alcune elaborazioni con motore 5.0 RS

Scusatemi AdM se dovete Off-Topiccarmi, fate almeno un breve sunto.
Luca.

mezzotoscano ha detto...

Il successo della Mustang in Europa (successo più d'immagine che di vendite) è anche dovuto al fatto che la vettura fu "co-protagonista" in due cult movies degli anni 60: "Un uomo e una donna" e "Bullitt"... da non perdere.

huzdra ha detto...

Leggo di "fetecchie",cagate ed orrori. Ma non leggo spiegazioni: a che serviva il lunotto posteriore inclinato? Chi non ce l'ha avuta non può saperlo: non si appannava MAI. Ottimo per la sicurezza,in un'epoca in cui i lunotti termici erano montati (forse) solo sulle Rolls. Per il resto: meccanica robustissima,motore longevo (quella che avevamo fece circa 300.000 km dal '61 al '67,e non in autostrada),consumi decenti. Macchina singolare,non di merda.

Anonimo ha detto...

il lunotto posteriore inclinato al contrario per davvero c'ha 1000 vantaggi. Ad esempio, ai piccioni 'un ni riesce cacarci sopra.

Anonimo ha detto...

Mio zio ne aveva una color grigio chiaro...interni in pelle rossa, tanto spazio interno, carrozzeria compatta...americana, sì ma senza esagerazioni..a me quel lunotto invertito piace un sacco! Ormai, l'Anglia è un classico...peccato non avercela più...

Anonimo ha detto...

Ce l'avevano due amici di famiglia. Uno un' ANGLIA TORINO color crema, che tristezza che mi veniva a guardarla ! Un altro aveva un ANGLIA ESTATE brutta nell'estetica però efficace: riusciva a caricarla come un furgone e mai un problema.

Anonimo ha detto...

Ho venduto la mia Anglia che aveva 16 anni di vita: qualche problema ma tutto sommato andava ancora bene;
l'ho sostituita con una 131 Mirafiori (ricordate la pubblicità: "fra dieci anni la cambierete con un'altra 131 Mirafiori!") che ho dovuto demolire quando aveva neanche ancora otto anni di vita e tanta ruggine da non stare più insieme, perché neanche la concessionaria Fiat l'a voluta in permuta!!!!!!

Anonimo ha detto...

L'Anglia era ed è ancora, per chi se ne intende, una vettura dalle ottime prestazioni. Solidità proverbiale, sicurezza, versatilità solo per citarne qualcuna. Il motore, sebbene non fosse progettato per la competizione, riscosse successo in ambito sportivo -D'altro canto si trattava di un'auto destinata al mercato medio! Perché denigrarlo?-; posso capire che la questione esetica tenda ad essere dominata dal relativismo, ma anche in questo caso mi trova estremamente favorevole. A mio avviso è infatti innegabile l'eleganza di un'auto che, per inciso, è apprezzata da molti, intenditori e profani.

Buon viaggio a tutti...

Jack Aubrey

Anonimo ha detto...

Voglio fare una citazione sulla FORD ANGLIA che poco ha a che vedere con il mondo delle auto. Un residuo di un suo modello e' stato l'ultimo ritrovamento di cio' che e' stata la tragedia del Vajont nel 1963. Se si va a Longarone nel cimitero/museo/memoriale dell'evento catastrofico vi e' esposta una parte di una FORD ANGLIA che e' stata ritrovata dopo il 2000. Accanto il "reperto" vi e' una tabella descrittiva del veicolo con tanto di foto e di come si sia riusciti a risalire alla sua "identita" partendo da un "cubo" di metallo ricoperto di terra. Il "pezzo" venne fatto visionare da un esperto che riusci' a risalire alla ANGLIA osservando cio' che rimaneva del meccanismo dei tergicristalli il cui movimento era inverso rispetto a quello delle vetture in commercio in quegli anni.

mezzotoscano ha detto...

Credo che il meccanismo fosse invertito in quanto la vettura era costruita in Inghilterra, dove normalmente il volante è a destra. Del resto anche le Mini Innocenti, sebbene assemblate in Italia, avevano la stessa caratteristica (per lo meno la mia)

Davide ha detto...

Buonasera a tutti,

un mio amico aveva un'Anglia come quella di Potter alla fine degli anni 70 ereditata dallo zio defunto.
Il motore, credo fosse un Kent a corsa corta di circa 1100 cc, fu elaborato da un'officina milanese e il mio amico mise mano anche l'assetto.
La macchina era spaventosa in tutti i sensi; velocissima, piu' di una A112 Abarth ma un po' difficile da guidare.
Abbiamo riso e ci siamo divertiti un mondo.
Era una macchina che non passava inosservata nel bene e nel male.

Anonimo ha detto...

gentile AUTODIMERDA, potete aggiungere la ka? io la considero un gabinetto vagante...ma sono i miei gusti. a chi piace, piace. punto.

aldamar ha detto...

Pero' anche la ford in fatto di bidoni se la cava!!!

Anonimo ha detto...

mio padre aveva un'Aglia ed e' stata a mia prima esperienza di guida. La ritengo eccezionale e unica.

Alberto Mauro ha detto...

@mezzotoscano:
ti leggo sempre con piacere, apprezzo la tua arguzia e competenza, ma non sono molto d'accordo riguardo l'aver definito il motore della 600 "un motore di merda". Abarth ed altri preparatori riuscivano a tirarne fuori prestazioni monstre nonostante le spiccate caratteristiche utilitarie, vero, ma da lì a definirlo un motore di merda ce ne passa. Era un motore robusto, parco ed estremamente razionale, e per di più talmente sovradimensionato nel basamento da consentire notevoli incrementi prestazionali e di cilindrata senza stravolgimenti e senza che si ingenerassero criticità strutturali (al contrario per l'appunto di molti motori inglesi, vedi i Jaguar 6 cilindri, che da elaborati spaccavano che era una bellezza... velocissime le Jaguar D-Type o le Lister-Jaguar, peccato che l'albero motore sopra i 6000 giri entrasse in risonanza e che i piloti di tali vetture dovessero stare ben attenti a non superare tale limite pena rischio di cedimenti strutturali, per non parlare delle teste che si imbarcavano...).
Certo, il motore tipo 100 sulle 600 andava spesso in ebollizione (anche se alla mia 600 D non è mai successo, neanche nelle calde estati salentine), ma fu sufficiente applicare un impianto di raffreddamento a circuito sigillato (in questo Fiat imparò dalla Abarth e lo applicò sulle 850) per ovviare al problema.
Tornando OT: l'Anglia, così come la sorella maggiore Consul 315, non furono certo esempi nè di stile nè tantomeno di tecnica sopraffina (meccanicamente erano la negazione dell'innovazione, al contrario di quanto la linea sui generis potesse lasciare intendere: avantreno McPherson, retrotreno a ponte rigido con balestre, motore interamente in ghisa con distribuzione ad aste e bilanceri, cambio a 4 marce, trazione posteriore, 4 freni a tamburo... la banalità fatta auto, persino nei primi anni '60), erano auto non brillanti e con tenuta di strada precaria. Gli unici punti di forza erano la linea originale (ai tempi o la amavi o la odiavi, oggi fan sorridere, bonariamente o malignamente a seconda di chi le guarda), una discreta solidità e consumi più che accettabili.
Vero che il suo/loro motore (il motore della Consul altro non era che il 999cc dell'Anglia con corsa allungata sino a raggiungere una cilindrata di 1340 e successivamente di 1498cc) fu molto usato ed apprezzato nelle competizioni d'oltremanica (fuori dalla madrepatria meno, dato che in giro per l'europa c'era di meglio), ma non perchè forse intrinsecamente brillante di suo (al contrario del suddetto Fiat tipo 100, che pur nato con vocazione utilitaria è sempre stato ben vispo anche nelle appicazioni di serie, vedi soprattutto 850 special e sport, 127 e A112, ma anche la stessa 600 nel suo piccolo), bensì per alcune sue caratteristiche di base che lo rendevano più adatto di altri ad essere elaborato. Nello specifico: un rapporto alesaggio/corsa superquadro (80x48), concepito per consentire notevoli incrementi di cilindrata senza dover stravolgere o ridisegnare il basamento, ma solo incrementando la corsa (vedi sopra il discorso consul), ma che tornava utile nell'ottica di un impiego sportivo consentendo elevati regimi di rotazione senza raggiungere eccessivi valori di velocità lineare dei pistoni; in più, l'elevato valore dell'alesaggio rispetto alla cilindrata unitaria permetteva, in sede di elaborazione, di montare valvole molto grandi; dulcis in fundo, era l'unico motore 4 in linea inglese con albero su 5 supporti (ai tempi la stragrande maggioranza dei motori 4 cilindri aveva l'albero su soli 3 supporti). Tutto qui. Di base ed in configurazione di serie quei motori erano dei polmonacci, un'Anglia di serie faticava a superare i 120 orari ed arrancava per raggiungerli cagandosi addosso ad ogni salita, le nostre 1100 andavano ben di più, anche se consumicchiavano.

mezzotoscano ha detto...

Caro Alberto Mauro, la mia competenza non è pari alla tua, tuttavia questo non è un sito di critica automobilstica bensì di satira su certe manie, per questo mi permetto di postare qualche cazzata, alla faccia di chi dimostra meno senso dell'umorismo d'un paracarro. Di conseguenza t'invito a non prendermi troppo sul serio ma ad accettare il sito per quel che è. Cordialmente.

Alberto Mauro ha detto...

@mezzotoscano
Ma si, lo so, in realtà sono io a volte a prendermi un po' troppo sul serio XD a volte dimentico di essere qui e non su autopareri :D
...e che quando mi toccano la 600, che ho ancora, o Giulia e 127, auto che rispettivamente mio padre e mia madre avevano già da anni il giorno della mia nascita e che son finite la prima ad un collezionista nel 2006 e la seconda tristemente in pressa nel 2007, divento improvvisamente serio dimenticando di essere quel che sono, alias un cazzone inenarrabile come i miei 31 anni del resto esigono ;)
Ancora più cordialmente se possibile :) ...e si, l'Anglia era proprio bruttina O.o

vecchio ha detto...

la ford anglia e il lunotto al contrario è un bel pò di tempo che non li vedevo. era una cosa ridicolissima da vedere dal vivo! in confronto la citroen ami (anche lei col vetro al contrario) è molto più riuscita.
comunque al tempo era una utilitaria economicissima che faceva concorrenza alla famosa minor, un pò quello che in italia era la 600. infatti la ford introdusse subito dopo la cortina che aveva lo stesso motore potenziato e una linea decente.
quindi alla fine l'estetica era l'ultima cosa che il cliente guardava.
vero che il motore fosse pensato in funzione dell'incremento di cilindrata, moltissime monoposto da corsa vennero successivamente costruite attorno a questo motore.
non condivido il confronto con la fiat 1100 auto che costava di più, inoltre io ricordo che ne guidai una tantissimi anni fa ed era un vero catenaccio fatto e finito, i 110 li superava con molta fatica e consumava anche parecchio.

Alberto Mauro ha detto...

@vecchio
Beh, in realtà il confronto con la 1100 ci sta tutto.
Effettivamente appartenevano a classi leggermente diverse, la 1100 era un po' più grande ed accessoriata, aveva 4 porte ed un motore più potente e di cilindrata superiore (non dimentichiamo che la 1100 D, lanciata nel '61, adottò il motore di 1.221cc della 1200 depotenziato), ed è anche vero che, considerando il prezzo di entrambe sui rispettivi mercati nazionali, la 1100 a livello internazionale costasse in assoluto di più, ma in Italia, vedi dazi doganali ancora vigenti all'epoca, accadeva il contrario, con l'Anglia leggermente più cara della 1100.
Quindi, per il potenziale cliente italiano dell'epoca che valutasse l'acquisto di una berlina medio-utilitaria con 4 posti comodi, un motore di cilindrata non impegnativa ed un baule mediamente capiente, pensare ad Anglia e 1100 come opzionali l'una all'altra era un attimo.
In realtà all'epoca Fiat non proponeva auto realmente alternative all'Anglia, dato che tra 600 e 1100 non c'era nulla in listino.
Comunque, la 1100 era un'auto concettualmente più anziana dell'Anglia, che nacque 6 anni dopo sulla base di un progetto completamente nuovo, al contrario della 1100, che fu lanciata nel '53 come connubio tra un nuovo pianale a scocca portante e la meccanica aggiornata, riveduta e corretta della 1100 E, direttamente derivata dalla 508 C anteguerra, e con un motore che derivava, sia pur alla lontana, dal 999cc valvole laterali della prima Balilla del '32!
In ogni caso, la 1100 che avrai guidato sarà stata molto probabilmente spompata.
Non che fosse un fulmine di guerra in nessuna delle sue versioni (giusto la TV andicchiava niente male per l'epoca), ma i suoi 130 li faceva tranquillamente. Un mio zio ha recentemente ereditato e restaurato una 1100 H del '60, e devo dire che, forte di un motore completamente revisionato e ricondizionato, non è per niente pigra. Certo, i consumi sono decisamente altini in rapporto alle prestazioni ed alla cilindrata, l'Anglia in questo vinceva facile essendo una delle 1000/1100 meno assetate sul mercato, ma per il resto pochi cazzi, andava meno, ed a guardare le prove su strada dell'epoca frenava anche meno.
A tenuta di strada invece eravamo lì, facevano cagare entrambe! XD
Comunque, personalmente dell'Anglia, più che il lunotto al contrario, che tutto sommato fattoci l'occhio ci stava pure, mi ha sempre fatto pena il frontale, con quelle tegolature sui fari e quella calandra discendente sui lati mi evoca un viso dall'espressione triste.

vecchio ha detto...

purtroppo vera la questione dei dazi doganali, nella nostra repubblica delle zucchine le cose funziona(va)no così. altrove le tasse sulle importazioni mi pare fossero mediamente più basse, comunque anche da noi mi sembra strano che l'anglia costasse più della 1100.
io non conosco la 1100, nei miei ricordi era una vecchia macchina troppo costosa per gli stipendi del tempo.
la 850 che era una 600 con il baule, equivalente della anglia per l'italia arrivò soltanto dopo, e contemporaneamente misero a posto la gamma abbassando i costi della 1100R in modo da non lasciare buchi.
fino ad allora praticamente la clientela italiana era costretta al 90% a comprare la 600, infatti la appia costava un macello, la giulietta poco meno. la 1100 era più economica ma comunque fuori portata per la maggioranza delle famiglie con 2 stipendi medi.
inoltre la 1100 almeno nelle prime versioni era spompa e non poteva essere elaborata per qualche problema legato all'albero motore, infatti poi uscì la famosa TV. in pratica il mercato italiano subì un ritardo nello sviluppare il segmento medio. in altri paesi non succedeva, gli inglesi avevano diverse medie che venivano aggiornate ogni 2-3 anni. i francesi avevano la 203 e la spettacolare panhard dyna che costavano circa il 50% più della 2cv non il doppio. anche i tedeschi con tutti i casini in cui erano negli anni 50 incominciarono subito a sviluppare le medie economiche come opel rekord o ford taunus.

Alberto Mauro ha detto...

@vecchio
Ricordo un numero di 4r del '60 o giù di lì con la prova-confronto tra alcune medio-utilitarie dell'epoca: Morris Mini (la Innocenti iniziò ad assemblarla nel '65), 1100, Anglia, Panhard PL17, Maggiolino 1200, Austin A40 ed un altro paio che non ricordo... quindi almeno in Italia il confronto ci stava, anche perchè causa dazi anche auto estere di cilindrata e/o soprattutto ambizioni inferiori (vedi Anglia e Mini) finivano per costare altrettanto se non di più. Infatti nella prova erano state buttate in mezzo auto con cilindrata compresa tra gli 848 cc della Mini ed i 1.192 cc del Maggiolino, ma equiparabili per prezzo, prestazioni ed abitabilità.
Ricordo che le due più prestazionali (sic!) risultarono essere, guarda caso, 1100 e Panhard, con la seconda leggermente più veloce e la prima più brillante in accelerazione e ripresa, mentre la palma di più parca nei consumi finì a parimerito alla solita Panhard (gran bella auto per me) e, appunto, alla Anglia ;) (mentre le più beone risultarono... indovina indovinello... 1100 e Maggiolino!).
Appia e Giulietta erano auto di ben altra categoria, tanto rispetto all'Anglia quanto alla 1100. Costavano ben di più e potevano vantare, rispetto ad entrambe, ben altri contenuti tecnici, con la prima di gran lunga più curata, elegante e prestigiosa, e la seconda con prestazioni, frenata e tenuta di strada inarrivabili per qualsiasi concorrente sino ai 1500/1600cc. Se vogliamo, l'Appia, con i suoi 1089cc, faceva un po' storia a sè, visto il prezzo che la metteva in concorrenza con auto di ben altra caratura, e comunque nel '60 era già prossima alla pensione, con il progetto Fulvia già in dirittura d'arrivo.
Altra storia la 850, fondamentalmente un restyling della 600 con abitabilità, cilindrate e prestazioni incrementate ma comunque di categoria inferiore all'Anglia, che tra l'altro al momento del lancio della 850 era già stata sostituita dalla Cortina, che per inciso aveva una cilindrata di 1.2 litri ed aveva abbandonato il 1.0.

vecchio ha detto...

si, in italia la macchina è uno status symbol, forse a quei tempi più di oggi che grazie a leasing e finanziamenti qualsiasi morto di fame può comprarsi il macchinone.
una volta in italia tutte le classificazioni erano sulla cilindrata, i famosi cv fiscali. quindi il confronto, esclusa la mini, non mi sorprende affatto. mi sorprende che i dazi fossero tali da far costare la anglia quanto la 1100!

trascorsi del tempo nel regno unito dove le tasse sulle vetture erano alte ma uniformi a quanto ricordo, la anglia e anche l'austin a55 costavano veramente poco più di una 850 o 600. anche la brutta triumph erald era su quella cifra come la minor, nsu e ami pur essendo una 1.2. il maggiolino e la dyna costavano di più ma offrivano anche di più, la vw era l'unica che non arrugginiva ineluttabilmente nel vialetto e la dyna era enorme e consumava poco ed andava veloce. poi sicuramente c'erano la simca 1000, la dauphine (vera AdM) o la R8, la kadett... cmq tutte utilitarie che possono essere confrontate con le medie solo nel nostro strano paese...
la appia a me non è mai piaciuta, sarà che non sono abbastanza vecchio da ricordarmela da nuova ma non ho mai capito perchè costasse tanto. aveva un buon motore ma dentro era strettissima, i sedili che venivano mangiati dagli insetti, e gli interni non è che fossero sta meraviglia. era già allora la tipica macchina della moglie dell'industriale di turno. certo la giulietta era forse la prima macchina economica "veloce" in italia, non conosco abbastanza le auto per fare un paragone completo, certamente negli usa era una formula già diffusa.
comunque a memoria l'anglia non venne sostituita dalla cortina, erano contemporanee, con appunto la cortina a fare da auto media (anzi c'era pure la consul). in germania invece c'era la taunus mi pare.

mezzotoscano ha detto...

L'Appia costava, forse troppo, però - in rapporto ai tempi e alla categoria della vettura - tecnologia, affidabilità e finiture erano indubbiamente superiori a quelle di tantissimi brand allora mitizzati (e ancor più costosi) nonché di brand oggigiorno (chissà perché) idolatrati: posso testimoniarlo in quanto, sebbene giovanissimo, io c'ero.
Il "Panno Lancia" poi era un must. Forse per questo fu apprezzato dalle tarme?... Che insetti raffinati...

vecchio ha detto...

bah, il motore dell'appia era parecchio complicato v4 in alluminio con 2 alberi nel basamento, aveva qualche magagna alla distribuzione che rischiava di andare fuori fase se la macchina veniva spinta a motore spento.
mi pare che avesse solo 2 supporti di banco, suppongo poi sia stato modificato. insomma la appia non è mai stata veloce.
generalmente devo dire che le auto dei 50-60 erano tutte abbastanza belline negli interni, spartani ma ben fatti, vedendo l'appia io non ho notato nulla di che. certo il panno era carino ma delicato, a quei tempi andava di moda la similpelle che era orribile ma indistruttibile e con uno straccio bagnato tornava nuova, oppure il velluto che faceva sudare pure a gennaio. però il panno naturale ricordo che andava cosparso con la naftalina!
le auto tedesche avevano interni semplici ma con materiali molto robusti, invece le francesi avevano i sedili a divano morbidi ed alti. anche quelli della appia erano alti e la macchina era strettissima, sinceramente mi è sembrata scomoda.
mi sembra pure che avesse le porte ad armadio quindi immagino che, viste le tolleranze e le rigidità di quelle scocche, entrasse parecchia pioggia.

Anonimo ha detto...

La mia storia è diversa e c'è di mezzo il cuore. Mio padre comprò un'Anglia 997cc nel 1962. Io avevo 4 anni. Su questa auto ho imparato a guidare a 12 anni in una vecchia base militare in disuso la domenica mattina. Mio padre non c'è più da tanti anni, ma la macchina la ho tenuta in box fino al 1998. Poi ho dovuto rottamarla perchè mia mamma ha venduto la casa e io non avevo dove tenerla. Ma il ricordo di mio padre e dell'Anglia non sono andati via dalla mia mente. Un giorno ero in sala di aspetto di un medico, c'erano delle riviste di auto d'epoca. Ne ho presda una ed ho cominciato a leggere. Ho aperto la rivista a caso in una pagina dove c'erano gli annunci di vendita. "Vendeso ford Anglia del 1961 ......" Ho fatto un sobbalzo. Mi sono appintato il numero di telefono su un foglietto. Sono passati un paio di mesi. Non trovavo il bigliettino. Ho cercato la rivista presso un conoscente, ho riconosciuto la copertina, ho telefonato. L'auto era ancora in vendita. Sono partito in auto da sud a nord viaggiando di notte, ho visto l'auto. La ho comprata. Era ed è perfetta. Aveva un dito di polvere. Ho collegato uno starter, tiralo l'aria e dopo tre trentativi è partita.
Il venditore è rimasto a bocca aperta. Era convinto che non sarebbe mai partita. Ho fatto un giretto all'interno di una fabbrica.
La ho caricata su un camion. Ora è in casa mia. Tagliando completo. Va che è una meraviglia.
Quando la guido è come se avessi accanto mio padre che ancora oggi mi dà dei consigli.
Non me ne separerò mai!
A tutti buona guida e tanto cuore al volante.
Vi saluto tutti.

ginosino ha detto...

per chi piace o no per me è bella

Roberto Tesolin ha detto...

Ne ho avuta una per 7 mesi nel lontano '72 (periodo militare). Con 2000 lire di super facevo 180/200 km. Prima auto non si scorda mai. A parte che su strada sembrava una barca andava bene. Unico ma grande difetto da fredda non partiva quasi mai, decine di volte l ho lasciata accesa per paura di non ripartire. Se avessi soldi la ricomprerei ma solo per nostalgia.

Roberto Tesolin ha detto...

Ne ho avuta una per 7 mesi nel lontano '72 (periodo militare). Con 2000 lire di super facevo 180/200 km. Prima auto non si scorda mai. A parte che su strada sembrava una barca andava bene. Unico ma grande difetto da fredda non partiva quasi mai, decine di volte l ho lasciata accesa per paura di non ripartire. Se avessi soldi la ricomprerei ma solo per nostalgia.

Gobblin75 ha detto...

L'aveva una mia zia la ricordo con simpatia non era male ma, mio padre e mia zia si lamentavano dei suoi freni piuttosto deboli per il resto andava bene

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