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LIGHTBURN ZETA

lightburn zeta

AUSTRALIA Lightburn & Co. fu una rinomata fabbrica di impastatrici per cemento e lavatrici dalle stesse caratteristiche e funzionalità, l’unica raccomandazione era di prestare attenzione a non mettere l’ammorbidente nella betoniera o il calcestruzzo nella lavatrice: girare con le mutande in prefabbricato non sarebbe stato molto divertente. Fu fondata da un gruppo di vip aborigeni in Australia (l’isola dei famosi) che si affacciarono sul mercato automobilistico per poi lanciarsi, dal decimo piano. Le vetture furono costruite negli anni ‘60 a Camden Park in Adelaide, nella fabbrica adibita all’assemblaggio delle lavatrici e subito sorpresero per la loro pulizia e morbidezza. Il proprietario della società era Harold Lightburn, un pelato palestrato meglio conosciuto come Mastro Lindo, convinto che gli australiani avrebbero desiderato possedere una seconda auto, ma ne avessero trovato il costo proibitivo. Fu cosi che acquistando i diritti di BRITISH ANZANI ASTRA 1955 una catapecchia ambulante chiamata British Anzani Astra (Foto V.M. 14 anni) ne modificò il corpo esanime con la vetroresina e il Pongo ottenendone un’altra di pari appeal. Proprio l’utilizzo di questi materiali  preclusero la possibilità di ottenere un portellone posteriore apribile salvaguardardando quantomeno una minima stabilità al capanno, nonostante le sembianze della vettura erano quelle di una pratica station wagon e la zona di carico era accessibile solo rimuovendo i sedili anteriori: un’operazione (a detta del costruttore) molto semplice e pubblicizzata come una caratteristica positiva. Il motore era un Villiers da 324cc 16CV, la trazione anteriore, il telaio in acciaio e la faccia da bronzo. L’idea di Mastro Harold di offrire una compatta ed economica seconda auto al Paese, non fu malvagia, ma dovette scontrarsi con quelle degli altri produttori che avevano già pronte delle alternative esteticamente molto più appetibili, una tra tutte la storica Mini della BMC, costosa di sole £ 60 in più rispetto alla Zeta. Non sorprende se Lightburn vendette complessivamente solo 363  carretti delle banane di cui 28 dell’altra variante sportiva: la spettacolare spyder dei koala, Lightburn LIGHTBURN ZETA SPORT 1964Zeta Sport prodotta solo nel 1964 e dotata di un bicilindrico Sachs 500cc, 4 marce e solo 21 cv, proveniente dal Tiger 500  della FMR (la capretta 4 ruote derivata dal Messerschmitt). Basata sul prototipo della inglese Frisky Sprint progettata da Michelotti nel 1958, la Zeta Sport fu realizzata 1958 FRISKY SPRINT PROTOTIPOdallo stesso designer della “Frisky”, Flash Gordon Bedson, in cambio di una manciata di croccantini per cane. Con un peso di 400 Kg, freni a tamburello e mancanza di portelle, lo spyderino, poteva essere usato anche come frisbee. Tecnologicamente la Zeta era davvero una rarità, l’unica auto che poteva raggiungere la stessa velocità (circa 100 Km/h) anche in retromarcia grazie alla trasmissione con 4 marce che, data l’assenza di un rapporto adeguato vero e proprio, potevano essere sfruttate, dopo aver spento e riacceso il motore ad innesto invertito, nel senso opposto di marcia. Dietro al cruscotto, composto da cartoni incollati, trovava luogo il serbatoio del carburante per il quale un tubicino trasparente plastificato posto sul quadro di controllo ne segnalava il livello, in modo molto approssimativo. Le Zeta furono scalciate sul mercato nel 1963 ad un prezzo di partenza di £ 595 e la produzione cessò due anni dopo, nel 1965, quando la maestra terminò l’appello e comprò una vocale.


lightburn zeta

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7   COMMENTI :

mezzoghostano ha detto...

un vero gabinetto .............

Anonimo ha detto...

mi son venuti i brividi, altro che film horror!

Anonimo ha detto...

Sembra una Morris Mini Minor sfigurata!

Anonimo ha detto...

la partenza era rifare una fiat 1100, e c'erano anche riusciti. ma purtroppo prima di consegnare il progetto alla fabbrica il disegnatore capo ebbe un attacco micidiale di sciolta. la fece dietro il tecnigrafo ma poi non aveva carta, e allora strappò un pezzo del disegno, quello dove c'era il cofano posteriore... infatti è chiaro che ci manca! se ci fosse stato era orrenda ma non più di altre auto del periodo.

Anonimo ha detto...

che paura !!! è perfetta per un film horror

Anonimo ha detto...

Non la conoscevo...davvero brutta!

paolo bacchiocchi ha detto...

Preferirei passeggiare col carro degli adams family !

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