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TRIUMPH HERALD ..by Luciano De Dionigi

TRIUMPH HERALD
LE VOSTRE RECENSIONI “Il rag. Makitamai Kagato, residente a Kagoshima, decise un giorno di darsi all’automodellismo. Giusto quel giorno, il signor Kakapoko Kifapokomoto, che aveva un negozio di modellismo in Kakasumuro Steet, decise d’andare in pensione e organizzò una liquidazione per cessazione d’attività.
Contento come una pasqua, il rag. Kagato si recò nel negozio del sig. Kifapokomoto, comprò dieci scatole di montaggio al prezzo di cinque e si recò a casa, ansioso di mettersi al lavoro. Aveva appena depositato le dieci scatole nella stanza degli hobby quando uno dei tanti sismi che colpiscono il Giappone colpì la prefettura di Kagoshima sbriciolando la casa del povero rag. Kagato, che tuttavia riuscì a salvarsi per miracolo. Quelle che non si salvarono furono le scatole di montaggio appena comprate ma, rovistando tra le macerie, il rag. Kagato recuperò alcuni pezzi non danneggiati, li mise in un sacchetto e li portò nel prefabbricato eretto in due ore dalla protezione civile e a lui destinato. Essendo uomo d’ingegno, il ragioniere trovò il modo d'assemblare i pezzi recuperati e a costruire qualcosa che somigliava a un automodello: l’oggetto non gli dispiacque (parere suo, ovviamente) tanto che ne scattò alcune foto, delle quali fece numerose copie successivamente spedite ad altrettante case automobilistiche per un parere. Le risposte non tardarono ad arrivare ma, proprio a causa di tali risposte, il povero rag. Kagato si fece harakiri con una katana appartenuta a un trisavolo samurai.
Per inciso, una foto giunse anche alla FIAT e sottoposta al giudizio del Cav. Vittorio Valletta, il quale così commentò: “Non rompetemi le bale con ‘ste belinate e state dietro alla ottocinquanta: quella sì che la sarà ‘na gran machina, belìn!”
Solo i dirigenti “Triumph” - dopo una solenne bevuta di birra per festeggiare la vittoria del Birmingham F.C. sul Liverpool - presero in considerazione la foto e scrissero una lettera elogiativa al rag. Kagato, ma ormai le budella del poveretto erano sparse sul tatami del prefabbricato. Non ricevendo risposta i dirigenti dissero “Yes we can!” e così nacque la Triumph Herald.
La produzione della Herald fu avviata nel 1959 e quando s'è detto che la stessa cessò nel 1971, s'è detto tutto."

Recensione inviata da Luciano De Dionigi di Padova

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3   COMMENTI :

pietro mastroleo ha detto...

Vada per la Familiare che sa di bianchina +XXL.
la 3v è proprio la rappresentazione della più devastante eruzione di merda .

DARIO TOINI ha detto...

E' UN'AUTO CON UNA LINEA TUTTORA AFFASCINANTE , SOPRATUTTO NELLA VERSIONE CABRIOLET , MAGARI IN VERSIONE "VITESSE" CON UN MOTORE CHE PERMETTEVA ANCHE DI DIVERTIRSI VIAGGIANDO COMODI IN QUATTRO
CON DELLE PRESTAZIONI DI TUTTO RISPETTO.

vecchio ha detto...

eccola la herald, mi pareva strano che non fosse stata menzionata.
ci ripensavo giusto pochi giorni fa, a quei tempi nel resto del mondo costava poco più della 850 rispetto alla quale andava più ed era più spaziosa.
io l'ho sempre trovata una macchina mostruosa, specialmente mi faceva impressione il fatto che sollevando il cofano sotto non c'era nulla.
non che le altre utilitarie del tempo fossero esempi di solidità ma la herald sembrava davvero sul punto di rompersi sempre a metà.
comunque la linea era stata disegnata da michelotti che secondo me è uno dei designer più bravi di tutti i tempi, era in grado di disegnare le auto più diverse mentre molti suoi colleghi anche famosi si limitavano a ripetere le stesse forme in dimensioni diverse. che dire... si vede che aveva rotto gli occhiali quel giorno!

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