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FIAT FREGATA ..by Luciano De Dionigi

fiat regata
LE-VOSTRE-RECENSIONI “Come sempre affronto il tema un po’ alla lontana.
Chiunque abbia la certosina pazienza di seguirmi sul sito e/o sul forum ha certamente capito che a me delle macchine non me ne frega una beata cippa.
Tutto cominciò nel remoto 1973; allora la macchina mi serviva perché ero un pendolare a largo raggio, ma un pendolare entusiasta della sua nuova Innocenti Mini, acquistata con i primi 
innocenti ministipendi: un’utilitaria che suscita tuttora qualche nostalgia in quanto - benché poco idonea ai “grand tour” - era divertente da guidare, economica da manutenzionare e parca nei consumi. Purtroppo l’entusiasmo per la Mini subì una botta micidiale appunto nel 1973, quando esplose la prima crisi petrolifera: prezzi triplicati in pochi mesi e code ai distributori. Fu perciò che mi dissi: “Porca putt... guarda un po’ quanto debbo tribolare per mantenere ‘sta dannata scatoletta!” e da allora il mio atteggiamento verso l’auto cambiò in peggio, senza inversioni di tendenza.
Successivamente i tragitti casa-lavoro divennero meno complicati per cui usai sempre più spesso il mezzo pubblico e constatai quanto più distensivo fosse delegare a un autista o a un ferroviere l’arduo compito d’affrontare il percorso mentre io leggevo il giornale, o tentavo d’agganciare qualche attraente compagna di viaggio, o fumavo il mio mezzo toscano (allora si poteva). Finalmente il tragitto casa-lavoro divenne esclusivamente urbano e acquistai veicoli alternativi, per cui l’auto sonnecchiò sempre più sovente in garage; nondimeno la tenni lo stesso per esigenze familiari e perché “non si può mai sapere”, anche se raggiunsi l’assoluta certezza che nessuna autovettura (tranne i taxi) meriti i quattrini che ci costa.
Con ciò ritengo d’avere illustrato il motivo per cui delle macchine non me ne frega una beata cippa, tuttavia, proprio perché “non si può mai sapere”, qualche quintale di cacca camuffata da automezzo ha sempre ingombrato il mio garage e l’ingombra tuttora.
Penso quindi d’essere un target ideale per le AdM e, siccome sono sopravvissuto sino a oggi, la cosa mi lascia del tutto indifferente, così come mi lascia del tutto indifferente l’idea che un qualche possessore di SUV - vittima d’incurabili paranoie - possa considerarmi un essere inferiore. Certi meschinelli non valgono neppure la scorreggia con cui meriterebbero d’essere spernacchiati. Però anche alla cacca camuffata da automezzo c’è un limite e la Regata acquistata nel 1986 lo superò abbondantemente. Le cose andarono mel modo seguente.
renault 14 Ormai la mia gloriosa “pera” R14 aveva superato i 90000 km (troppi per me) per cui un giorno andai a “fare la spesa”; non a caso uso questo termine perché, quando decido d’acquistare una fottuta automobile, mi regolo come quando vado al mercato a rifornirmi di patate: faccio un giretto, guardo qua e là e infine, se vedo le patate che m’aggradano, le compero senza perdere altro tempo, diversamente torno dopo un giorno o due.
Ecco, con le macchine seguo all’incirca la stessa procedura che con le patate: vado dal concessionario (più vicino è meglio è), mi guardo attorno senza badare troppo al modello, al colore (entro certi limiti), agli accessori (bastano e avanzano clima, ABS e servosterzo) o al fatto che il catorcio sia usato, semestrale, aziendale o nuovo, purché sia in pronta consegna e di costo ragionevole. Se adocchio qualcosa che mi convince, faccio una chiacchierata col venditore, raggiungo l’accordo, pago la caparra e dopo pochi giorni passo a dar dentro il vecchio cadavere e a ritirare il nuovo saldando il conto (Niente rate! Troppo pericolose per le coronarie!).
Qualcuno mi giudicherà un perfetto idiota, un superficiale e un qualunquista delle quattro ruote ma - almeno con me - il sistema ha sempre funzionato... o meglio QUASI sempre perché la mia Regata fu l’eccezione che conferma la regola.
Antefatti: nell’autunno 1986, guardai con affetto la fida “pera” e le bisbigliai: “Cara vecchietta, per nove anni mi hai servito quasi onorevolmente ma adesso hai i tuoi acciacchi, la famiglia richiede un po’ di spazio vitale in più e ogni tanto un cambiamento è opportuno, quindi non volermene ma...”
fiat regataVicino a casa mia c’era il concessionario “Fiat Chiodi” - ex “Chiodi Renault” - dove avevo già acquistato la R14, chiuso definitivamente (?) qualche tempo dopo i fatti quivi narrati. Vi andai, esposi le mie esigenze
al venditore e quello mi mostrò una Regata 1300 nuova di trinca, in  offerta speciale (15% di sconto più vernice metallizzata gratis) perché si trattava d’un fine serie. Mi dissi: “Me ne impipo se non è l’ultimo grido. Mica devo partecipare a un concorso d’eleganza nel parco di Villa Serbelloni Mazzanti ViendalmareLa Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare è  un personaggio di fantasia, inventato da Paolo Villaggio per i racconti di Fantozzi. Il personaggio incarna lo stereotipo dell'aristocratica che si crede superiore agli altri per il proprio titolo nobiliare e il proprio potere., devo solo stivare due quintali di bagaglio le volte che andiamo in villeggiatura, e qui ci stanno tutti” (vero); quindi firma, assegno, stretta di mano e via dicendo. Quando avevo trattato l’acquisto - da quel cialtrone che sono - avevo degnato il mezzo d’una fuggevole occhiata, avevo controllato se l’interno era comodo (lo era), avevo aperto il bagagliaio (una cassapanca) e morta là: affare fatto. Quando mi recai a ritirarlo e l’osservai con maggiore attenzione, mi resi conto d’avere acquistato un’autentica rarità: si trattava del leggendario “modello base”, che più base non si può!
Mancavano le cinture (poco male, non erano ancora obbligatorie), mancavano i poggiatesta (poco male, allora credevo che il colpo di frusta procurasse al più dei doloretti al cervicale, non le micidiali conseguenze riguardo a cui fui edotto in seguito), mancava il contagiri (poco male, non serve a niente; in compenso c’era un utile orologione analogico visibile anche dalla macchina dietro). Quanto a clima, ABS e servosterzo erano ancora optional di pregio... Ma sì, che importa? Con quel che l’avevo pagata cosa diavolo potevo pretendere?
Qualche dubbio circa la scelta cominciò a infastidirmi fin dalle prime uscite: il motore faceva più baccano d’un Landini “Testa Calda”La Landini è una storica fabbrica  di trattori agricoli, fondata a Fabbrico (RE) nel 1884. Il motore a "testa calda" è un motore endotermico ad iniezione, nel quale l'accensione del combustibile è ottenuta mediante l'utilizzo di una superficie rovente, la calotta assume un colore "rosso cupo" ad una temperatura che varia da 400° a 700°. e - nonostante avesse 10 HP più della R14 - sembrava ne avesse 10 di meno; azzeccare la marcia voluta era del tutto fortuito e lo sterzo non poteva definirsi un modello di prontezza e precisione. C’era, è vero, la quinta marcia ma, quando la innestavo, il motore si “sedeva” e, affondando il gas, “recalcitrava” peggio d’un mulo degli Alpini: praticamente una marcia per autostrade a modesto volume di traffico, da percorrere sulla corsia di destra. E non è tutto: ufficialmente il servofreno era di serie ma doveva trovarsi in aspettativa a tempo indeterminato dato che - nello scendere da Passo PordoiIl passo Pordoi  è un valico alpino delle Dolomiti posto a 2.239 mt. SLM. La zona intorno al passo è sede di numerosi impianti e piste da sci ed è stato più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia. La pendenza media è del 6,3%. - dovevo pompare sul pedale più di Rocco Siffredi su un divano.
Passiamo al detestabile freno di stazionamento: quando, distrattamente, mi capitava di lasciarlo tirato, la macchina si muoveva ugualmente e solo dopo mezzo chilometro capivo che, se l’accelerazione mi pareva fiacca, il motore non c’entrava un piffero; ma intanto i cavi s’erano allentati e bisognava rimetterli a posto. Questo difetto era tipico di molti modelli Fiat dell’epoca; meno male che la Regata, sotto la leva del freno, presentava un lungo dado di regolazione in plastica su cui potevo facilmente intervenire con una chiavetta a pipa senza ricorrere a un meccanico; però, dopo quattro o cinque regolazioni, la vite arrivava a fine corsa e bisognava che l’esperto ci mettesse mano; infine, nel caso di partenza su pendio, non c’era scampo: dovevo muovermi alla svelta dato che (oltre il 5 % di pendenza) la macchina retrocedeva inesorabilmente anche se tiravo la leva fino a strapparmi i tendini del braccio destro.
Dopo alcuni giorni cominciai a recuperare strani reperti dal pavimento: vitine, dadini, rondelline, tappini in plastica e altre minuterie; piovevano misteriosamente da plancia, piantone, pulsante del clacson eccetera e talvolta riuscii a individuarne l’origine; ma alcuni reperti - per tutto il tempo che tenni la fetecchia - rimasero inutilizzati nel cassettino: probabilmente qualche “poltergeist” si divertì a giocarmi simpatici scherzucci. Altri problemi me li diede - quasi subito - il lampeggiatore posteriore sinistro. La prima volta provai a smontare il trasparente, se non che le viti erano di quelle con testa in plastica arancione o rossa per confondersi con la plastica del trasparente; ovviamente la testa medesima si sgretolò al primo contatto con il cacciavite. Riuscii comunque ad aprire il fanalino senza rompere anche quello, a smontare la lampadina e a scartavetrare il portalampada; mi procurai quindi alcune viti uguali a quelle rotte ma, nel tentativo d’avvitarle, sgretolai anche le loro teste (di cazzo?). Un buon genio mi suggerì allora d’usare delle viti da legno - in ottone cromato - che tenevo in casa e queste s’adattarono egregiamente all’uso improprio, svolgendo con scrupolo il loro compito di viti e senza costringermi a smoccolare ogni volta che aprivo il fanalino. Eh già, perché quell’irresponsabile aggeggio non volle mai saperne di funzionare come dovrebbe funzionare un dispositivo fondamentale per la sicurezza della circolazione e gli interventi su di esso furono assai frequenti.
Ma la grande catastrofe si verificò un tre/quattro mesi dopo l’acquisto: la Regata mi piantò in asso! In oltre un quarto di secolo di patente era la prima volta che accadeva, si può quindi immaginare il trauma!
Stavo recandomi a una riunione di lavoro e procedevo lungo la circonvallazione ad andatura tranquilla; giunto a una rotonda scalai e avvertii uno scricchiolio proveniente dal pedale della frizione. “I soliti rumorini di tutte le Fiat; ormai ci ho fatto il callo” pensai, se non che, mezzo chilometro più avanti, a un semaforo rosso, scalai nuovamente e - con uno “scraaaaaac” orripilante - il pedale della frizione piombò a fondo corsa per non risollevarsi più, come colto da malore letale; non occorreva essere un genio della meccanica per capire che il cavetto della frizione era andato!
Sperando che le mie coronarie non facessero la fine del cavetto, sfruttai l’abbrivio e riuscii fortunosamente a piazzare quella ributtante merdac... pardon, la mia auto in posizione defilata a due passi dal semaforo. Quindi smontai ed esaminai la situazione non senza avere digrignato alcune paroline meritevoli di scomunica e anatema. Mi trovavo ai bordi del più satanico casino viario della città: un grande piazzale rotondo in cui confluivano sei strade trafficatissime a tutte le ore - tranne forse dalle 3 alle 3 e 1/4 a.m. - il tutto coordinato (?) da un sistema semaforico di cui né il sottoscritto, né i vigili, né i cittadini (forse nemmeno il preside di Ingegneria dei Trasporti) sono mai riusciti a capire il funzionamento.
“Qui occorre subito il carro attrezzi” fu il mio primo pensiero... Bella scoperta! Peccato che i cellulari non fossero stati ancora inventati, che il bar più vicino fosse ubicato sul piazzale in posizione diametralmente opposta alla mia e che per raggiungerlo bisognasse affrontare un intrico di passaggi pedonali gestiti anch’essi dal summenzionato sistema semaforico.
Comunque, dopo 20 minuti, mi trovavo con due gettoni davanti al telefono del bar. Il primo gettone servì per comunicare la ferale notizia al capo, il quale rispose “Non si preoccupi” e si limitò, la settimana dopo, a spedirmi una lettera di richiamo (sarebbe stato più corretto spedirla alla Fiat ma non obiettai perché “il capo ha sempre ragione”); con il secondo gettone - dopo aver scartabellato pagine bianche e gialle per altri 20 minuti - chiamai il carro attrezzi: infatti ritenni opportuno ignorare il 116 perché non ero socio ACI e quindi tanto valeva contattare direttamente un soccorso stradale senza versare tangenti alla poco caritatevole associazione. Il soccorritore mi chiese solo le 50000 £ per l’uscita: infatti, nell’immane sciagura, un briciolo di fortuna l’avevo avuto perché la Filiale Fiat cittadina si trovava a meno di trecento metri.
Una parentesi. Adesso ci sono solo rivenditori autorizzati Fiat, concessionarie autorizzate Fiat, officine autorizzate Fiat... tutti sono autorizzati Fiat ma nessuno si prende responsabilità. All’epoca, invece, ogni città di qualche importanza ospitava la mitica Filiale Fiat, un’autentica istituzione cittadina, un po’ come la prefettura, la questura, la Lega Navale, in altri termini una sorta di “consolato” Fiat dove potevi trovare vendita, assistenza, magazzino ricambi, esposizione, salette d’attesa, venditori in giacca e cravatta, giovani promotrici in minigonna, ispettori della ditta, macchinetta del caffè eccetera: insomma un posticino ideale anche per sfaccendati e perditempo. Ripensandoci mi domando se Mamma Fiat abbia fatto bene a eliminare questa istituzione; forse costava ma certamente si trattava d’una presenza che dava sicurezza all’utente e mi sia consentito pensare che orientava verso la casa torinese numerosi clienti potenziali. Però con i “se” e con i “forse” non si vendono automobili quindi torniamo a noi.
Conoscevo un collaudatore della Filiale e pertanto, non appena lo vidi, lo acciuffai e ringhiai: “Vieni all’accettazione che ti faccio vedere!”
Quando l’uomo constatò lo scempio si limitò a dire: “S’è rotto il cavetto della frizione.”
- “Già, perché non l’avevo capito! Il fatto è che si tratta d’una macchina nuova, ostia!”
- “Si vede che il cavetto era difettoso, non capita spesso però mai dire mai.”
- “Infatti a me è capitato... E adesso?”
- “La macchina è in garanzia, quindi la porti da Chiodi e...”
- “Cosa diavolo c’entra Chiodi?”
- “Vedo che l’hai comprata da Chiodi, dunque va’ da loro.”
- “Un momento! Questa è una Filiale Fiat, se non sbaglio.”
- “Si ma...”
- “E in ogni Filiale Fiat che si rispetti riparano gratis tutti gli automezzi Fiat in garanzia, anche quelli comprati presso la concessionaria Fra’ Cazzo di Velletri, sempre se non sbaglio.”
- “Si ma...”
- “E allora non capisco perché dovrei richiamare un fottuto carro attrezzi e pagare un altro fottuto intervento, più dieci fottuti chilometri di strada per andare da Chiodi, quando c’è una bella Filiale Fiat qui a portata di sputo.”
- “Si ma...”
- “Basta smenarla! Adesso prendi subito in consegna ‘sto bidone e me ne rispondi personalmente, intesi?”
- “D’accordo” sbuffò lo sgradevole individuo “però solo perché sei tu.”
- “E con le cinquantamila come la mettiamo?” domandai, ben poco ottimista.
- “Quali cinquantamila?”
- “Quelle per il carro attrezzi, la putt... di tua madre! Ho qui la ricevuta.”
- “Ah, quelle te le pigli nel...” ghignò il briccone “La garanzia copre solo le riparazioni, mica il soccorso. E poi, mona, se tu sapevi guidare come me, riuscivi a portarmela nonostante il cavetto rotto, così risparmiavi.”
- “Lo ammetto, però io non sono un collaudatore Fiat e non so guidare una Regata con il cavetto rotto per una strada dove passano mille veicoli al minuto, novecentocinquanta dei quali in mano a pazzoidi, alcolisti e marajoni... Ma già, dovevo immaginare che in Fiat non passano gratis manco la vaselina. A ogni buon conto mi raccomando... Chiaro?”
- “Tranquillo, te la restituisco come nuova.”
- “Ma è GIA’ nuova, cazzone, solo che è un ferrovecchio nuovo!”
Pare che, oggigiorno, la garanzia copra anche il soccorso stradale, tuttavia una cosa è indiscutibile: spero vivamente di non dover mai accertare se ciò risponda a verità. Ritengo altresì superfluo concludere la narrazione dell’orrenda sventura specificando che l’accaduto non contribuì certamente ad aumentare la mia simpatia nei confronti della Regata e dell’automobile in genere.
Prima di proseguire voglio citare due semplici dati: tenni la vettura ben 10 (dieci) anni e in questo lasso di tempo percorsi solo 35000 (trentacinquemila) km. Consiglio di tener presenti questi due numeri perché servono a comprendere l’entità dei grattacapi subiti in quei 10 anni.
Grattacapo numero uno (paraponzi-ponzi-po) le pastiglie freni: due sostituzioni. Le avevo sostituite due volte anche sulla R14, solo che con la “pera” avevo percorso 90000 km contro i 35000 della Regata, e scusate se è poco... no, dico, scusate se è poco!
Poi ci fu il tormentone della marmitta (non catalitica): quella originale la sostituii dopo un paio d’anni con un’altra - originale Fiat - che si comportò più dignitosamente, infatti durò quasi tre anni. Un meccanico spiegò che, sfruttando troppo poco la vettura, si formava condensa la quale reagiva con i depositi all’interno dello scarico e formava non so quali porcate, con conseguente, rapida corrosione. Il brav’uomo doveva aver ragione, perché la R14, molto più sfruttata, non ebbe assolutamente bisogno di analoghe sostituzioni. Però qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai la terza marmitta - fabbricata da una ditta artigianale di provincia con un costo pari a circa la metà del ricambio originale - non si bucò per il restante tempo in cui tenni la Regata, nonostante sfruttassi la vettura sempre di meno.
E che dire del carburatore SolexSolex è  un produttore francese di carburatori, fondata originariamente per la produzione di radiatori per veicoli. Erano fino a metà degli anni 80, utilizzati su molte vetture europee. Il marchio Solex è ora di proprietà della Magneti Marelli. doppio corpo? Siccome dopo alcuni anni il motore non reggeva più il minimo, portai la Regata da un tale che aveva fama di miglior carburatorista della provincia.
[Una curiosità: poco dopo il fatto descritto, il poveretto passò a miglior vita e l’officina fu trasformata in locale per, ehm, “cene eleganti”: mi stupisce assai il fatto di non aver mai visto da quelle parti sfilze di grosse Audi sfavillanti, drappelli di bodyguard col cranio rasato e plotoni di escort minorenni frammiste a plotoni di leccapiedi maggiorenni... Come mai? Forse un personaggio molto noto ignora l’esistenza del locale?]
Temo che oggigiorno - grazie all’elettronica - sistemare un guaio del genere significhi una crisi finanziaria per lo sventurato che lo subisce, ma neanche le 150000 £ richiestemi all’epoca mi sembrarono poche e ne domandai il motivo.
- “Ma lei non s’è mai accorto di niente?” ribatté il carburatorista.
- “No, perché?”
- “Cioè lei non s’è mai accorto che questa macchina era completamente scarburata e faceva si e no sei chilometri con un litro?”
- “Osteria! Ho sempre avuto l’impressione che non fosse troppo sobria ma siccome la uso di rado non ho mai fatto caso ai costi del carburante.”
- “Ah, capisco... E della sporcizia cosa mi sa dire?”
- “La sporcizia? Quale sporcizia?”
- “La sporcizia dentro il carburatore: era pieno di robaccia per cui ho dovuto smontarlo tutto, pulirlo a fondo e rimontarlo, così la manodopera è andata su.”
- “Non ci posso credere! Ho montato il filtrino appena comprata la macchina.”
- “Allora significa che tutta quella merda c’era già da prima del filtrino.”
- “Possibile?”
- “Possibile, caro signore, possibile; lei neanche immagina cosa combinano nelle fabbriche.”
- “Perché? Cosa combinano nelle fabbriche?”
- “Eeeh, sapesse... Paga con carta di credito? Grazie.”
Un altro dramma fu causato da un altro cavetto, o meglio dalla guaina d’un altro cavetto, quello dello starter (adesso non c’è più). Una mattina montai in macchina, tirai lo starter e dalla plancia fuoriuscì di tutto, un po’ come quando un cuoco estrae le frattaglie da una gallina prima di buttarla in pentola: pomello, cavetto d’acciaio, guaina e cavetto elettrico per la spia “starter attivato”... Aaah! Che delizia quando una giornata di duro lavoro inizia con certe sorpresine!
Ma cos’era successo? S’era rotta la “battuta” contro cui faceva contrasto la guaina consentendo così lo scorrimento del cavetto al suo interno. Non era un grosso guaio, pertanto mi fu possibile - accompagnando la manovra con le consuete giaculatorie - azionare ugualmente lo starter e partire. La spesa non fu particolarmente rilevante, però mi sconcertò che il meccanico dicesse d’aver dovuto sostituire tutto, dato che cavetto e guaina erano completamente arrugginiti.
- “Come mai? ‘Sta baracca è quasi sempre in garage.” osservai.
- “Vede, certe volte capita che, in fabbrica, qualcuno dimentichi d’ingrassare il cavetto, poi la macchina rimane per mesi all’aperto e così ecco la ruggine.”
- “Ziokàn! Allora spero che a quel qualcuno, prima o poi, un galantuomo tagli le...”
- “Parole sante, signore, però potrebbe essere capitato anche di peggio.” replicò il meccanico con aria enigmatica.
- “Che fa? Gioca all’ispettore Derrick? Si spieghi.”
- “La macchina potrebbe aver preso l’acqua... Mi capisce?”
- “No, non capisco... Vuol parlar chiaro, una buona volta?”
- “Forse una volta s’è allagato il piazzale dove l’avevano stoccata ed è andata sotto. Può succedere. Lei cosa ne pensa?”
- “Io non penso più niente, anzi no: penso di farmi un wiskaccio per tirarmi su. Vorrebbe farmi compagnia?” e così ci diedi un taglio. Però, riflettendoci bene, chissà se il sospetto del brav’uomo era poi tanto bislacco? La sua ipotesi spiegherebbe molte cose.
La sfiga che perseguitava la vettura si trasmise anche al proprietario successivo, un conoscente cui la cedetti per 2500000 £. I successivi eventi dimostrarono che si trattò d’un latrocinio, ma giuro sul Libro che si trattò di latrocinio preterintenzionale: sono una persona corretta, io, non sono di quelli che... sorvoliamo! Nondimeno un senso di colpa mi colpì pochi mesi dopo, quando un comune amico mi riferì che il nuovo proprietario aveva dovuto sostituire non solo le pastiglie (aridaje!) ma anche i freni posteriori, perché era andato in vacca tutto, ma proprio tutto: ceppi, cilindretti, tamburi, molle, guarnizioni e compagnia cantante. Rimasi sbigottito: avevo sempre creduto che i freni posteriori durassero più della macchina stessa ma chiaramente la maledizione, che - ormai non c’erano dubbi - qualche spirito maligno aveva scagliato proprio contro quella Regata, bruciava ogni umana certezza. Dopodiché non ebbi più notizie dell’automezzo; posso solo segnalare che un giorno incontrai il nuovo proprietario e che, quando lo salutai con comprensibile imbarazzo, costui m’ignorò quasi fossi una merdaccia e uno spregevole impostore.
Purtroppo, riandando con la mente a quei tempi tormentati, mi coglie una certa depressione che m’impedisce di ricordare altri guai ma state pur certi che ve ne furono: si tratta solo di scavare nella memoria quando sarò meno depresso. Per il momento “that’s all, folk”!

Recensione inviata da Luciano De Dionigi di Padova

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61   COMMENTI :

AUTOdiMERDA ha detto...

- “Quali cinquantamila?”
- “Quelle per il carro attrezzi, la putt... di tua madre!


Uhahahaahahahahah! Grande!

enzo ha detto...

Ai suoi tempi non era malvagia; bruttina ma ben proporzionata,era comoda, spaziosa e andava anche bene. Ne ho guidate diverse, sia a benzina che a gasolio, e le ho trovate gradevoli. La Regata fu anche protagonista di uno "spot" dei mitici Squallor:
"Consuma moltissimo? = Si!"
"Esce subito fuori di strada? = Si!"
"Cagata: na machina chiena e mmerd!"

luciano ha detto...

Mitici Squallor!!!

Anonimo ha detto...

La regata è una Uno deformaya, con il culo allungato, per questo è brutta. Avendo guidato una Uno, ai tempi, capisco che possa anche essere stata discreta alla guida.

Pier ha detto...

Bello come le FIAT siano tutte uguali, come le concessionarie e officine FIAT siano tutte uguali. Leggendo ho rivissuto i tempi che avevo la UNO. Avevo la frizione in procinto di rompersi (in garanzia) ma loro mica la cambiarono subito, procastinarono l'agonia intervenendo sulla vite a farfalla di registrazione, prima fino in fondo, poi con una prolunga fatta con un segmento di tubo metallico.
Ovviamente la frizione poi si ruppe. Ovviamente di sabato. Ovviamente con loro ebbi un momento maleducatamente casual.

luciano ha detto...

Per mia moglie comprai una Uno seminuova, quindi la conosco bene: secondo me fu una fetecchia poco migliore della Regata. Per fortuna la mia dolce metà la sfasciò a 50000 km senza farsi male; unica conseguenza, siccome aveva torto, una vertginosa impennata del premio assicurativo.

Anonimo ha detto...

E capitato anche a me, quando nel 1991 acquistai una Panda 999 Fire metallizzata. Per fortuna ero arrivato quasi a casa, erano le due di notte. Così sprofonda nella pedalira, senza l'accompagno di nessun rumore, tutto il pedale della frizione, come fosse scomparso d'un sol botto dentro il cavo orale di "Cicciolina"!! Le lampadine di posizione dietro erano più le volte non funzionare che accese. Il finale della marmitta lo cambiai innumerevoli volte, ma con una marmitta non originale Fiat, la situazione cambio in meglio. Il pannello del lunotto era spesso intriso d'acqua piovana, tant'è che decisi di coltivare un paio d'anguille tanta l'umidità che creava all'interno. Spesso restavo appiedato per strada, per via della solita coppiglia di turno sganciatasi dal cambio. Triglie e dentici me li ritrovavo guazzare all'interno dei fari anteriori, ma mica sempre, giusto appunto quando pioveva orsù! Una volta venduta, la ritrovai tra le mani di un extracomunitario. La vidi dal di dietro e ne riconobbi la targa. I fari dietro erano spenti come al solito, e la guarnizione del lunotto era sigillato da un grosso rinforzo di silicone tutto attorno! Era una vera vasca per pesci, sono contento che la Fiat sia caduta in disgrazia. Con certe fetecchie che metteva in commercio, questo è il minimo.

luciano ha detto...

Mia moglie ebbe anche la Panda, sempre comprata usata, su cui non ho niente di particolare da ridire, tranne che formò un grumo di ruggine sopra il lunotto mai del tutto eliminato, che l'orologio digitale defunse e che s'erano dimenticati di montare il lampeggio d'emergenza. Però si trattava del modello 45, forse la qualità è peggiorata nelle Panda successive. La solita politica Fiat: "visto che la gente compra, peggioriamo, tanto compra lo stesso". Requiescat!

Anonimo ha detto...

@Luciano

La qualità dei "pandini" è andata migliorando, rispetto alle prime versioni! Innanzitutto hanno messo gli ammortizzatori al posto delle balestre nel retrotreno, e poi il motore fire 1100 va che è una meraviglia. Ce l'ho da otto anni, la mia "young", 130.000 km e il meccanico non l'ha vista quasi mai, nonostante la mia trasandatezza nella manutenzione ordinaria... spero che duri ancora molto, il mio trattorino che non si tira mai indietro, anche se non mi fa più i 150 come una volta...

an mi

Anonimo ha detto...

la fiat era ormai in pieno marasma quando fece queste feci.

luciano ha detto...

Secondo me lo era già da almeno un decennio, solo che nessuno se n'era ancora accorto (e alcuni non se ne accorgono neanche oggigiorno).
Dimenticavo: sulla mia non c'erano nemmeno gli alzavetri elettrici...

Thrasher ha detto...

Grandissima recensione caro Mezzo! Mi dispiace per le sciagure avute con un'auto così poco usata!
Circa i freni a tamburo, la mia Renault Clio (del 97 oltretutto) generalmente ha bisogno del cambio dei cilindretti+ferodi posteriori perché i primi perdono olio a prescindere, che siano originali o ricambio economico!

PS: mi viene da ricordare un film Americano, "Gung Ho: Arrivano i Giapponesi!" in cui una fantomatica azienda produttrice di veicoli, la Assan Motors, decide di aprire i battenti di una filiale in america! La cosa delirante è che tutte le scene interne alla fabbrica in questione nel film sono state fatte in Argentina, una filiale della FIAT! tutte le auto mostrate sono Regata e 147 con un marchio incollato sul davanti! (anche se in alcune scene i motori Fiat si vedono ben benino con il logo a 5 barre verticali sul coperchio del filtro aria)

mezzotoscano ha detto...

Grazie per la solidarietà Trasher ma, come vedi, sono sopravvissuto. Visti poi i "brillanti" risultati del mio Ducato Maxi mi viene da pensare che Mamma Fiat sia l'unica azienda motoristica i cui veicoli si guastano più a stare fermi che a usarli.

Anonimo ha detto...

..le "auto" fiatte vecchie o nuove che siano, fanno TUTTE schifo.(tranne rare eccezioni) Saluti.

wyoming ha detto...

queste recensioni sono fantastiche. la regata la ricordo benissimo perchè ho avuto la sciagura di averne una in casa! la rifilarono come calesse aziendale a mio padre, ai tempi le auto aziendali avevano una precisissima gerarchia per cui fu costretto a cambiare la ritmo con la perla in questione. sono la stessa macchina ma avendo questa il culo doveva appartenere ad una categoria superiore, bah! sta di fatto che a prezzi molto simili si potevano comprare citroen bx, austin montego, alfa33, ford escort, opel kadett, peugeot 305. penso che una qualunque di queste auto avrebbe fatto risparmiare un sacco di soldi in riparazioni e taxi.
il primo guaio capitò pochissimi giorni dopo l'arrivo del trabiccolo quando mio padre piegò il semiasse in un avvallamento sul raccordo della tangenziale, e da quel giorno si susseguirono in modo abbastanza regolare da far decidere la sostituzione anticipata di cotanta meraviglia.
in un certo senso macchine come la regata mi mancano: le viti sui tappetini la mattina, le maniglie che non funzionano dopo 6 mesi, le guarnizioni che cadevano dopo 2 giorni oppure mancavano del tutto, i cigolii e scricchiolii sinistri... insomma quelle macchine che uno si chiede "ma è stata progettata oppure la costruiscono a caso?"
inoltre si è mai capito perchè la regata avesse l'orologio digitale sul tetto? e cosa significava l'adesivo arancione sul finestrino posteriore?
per dare un idea del livello delle fiat di quegli anni basti pensare che ai tempi mio padre cambiava la macchina aziendale ogni paio di anni, al termine dei 2 anni poteva riscattare la macchina pagando il residuo valore contabile che era sempre un prezzo molto invitante, ebbene per più di 20 anni non abbiamo potuto ritirarne nessuna perchè cadevano letteralmente a pezzi dopo 80-100000km.

Anonimo ha detto...

in famiglia abbiamo avuto una fiat Regata 70 modello base (1301cc) dall'ottobre del 1984 al febbraio del 2007, ebbene sì, oltre 22 anni di onorato servizio.
Spaziosa, molto comoda nei lunghi percorsi, motore non estremamente prestazionale ed elastico, ma superiore comunque ad altri di pari cilindrata di quei tempi.
Si viaggiava da nuova a 140 km/h senza rumori "particolarmente" fastidiosi ed una volta mio padre la spinse fino a piazzare la lancetta del tachimetro tra i 160 e i 180 ("uhhh guarda guarda, prende 170!!!! vabbè mo basta che non si sa mai...").
Leggera, molto leggera per essere lunga 4,26m, in città quando prendeva piccole botte sui paraurti in resina neri, sembrava rimbalzasse senza danni!
il nostro esemplare era base ma proprio base: niente alzacristalli elettrici, niente chiusura centralizzata, niente vetri atermici... ma aveva la lampada interna "di cortesia" orientabile... una chicca che lasciava strabiliati!
Ho detto che si viaggiava senza rumori "particolarmente" molesti:
in effetti qualche rumorino c'era vista la qualità appena sufficiente delle plastiche interne associata ad un assemblaggio decisamente mediocre che generava vibrazioni e scricchiolii oltre ad accostamenti delle parti visivamente inquietanti.
per l'affidabilità: fatta eccezione per la marmitta sempre rotta per condensa, durante i primi dieci anni solo normale manutenzione. poi, tra i problemi che hanno lasciato memoria vi sono state 4 sostituzioni della pompa benzina (le uniche 2 volte che ci ha lasciati davvero a piedi... guasti avvolti nel mistero), la sostituzione del radiatore e nel suo ultimo anno di vita il rifacimento dell'impianto elettrico che venne meno in una fredda sera d'inverno: la macchina non si spense ma ci fece fare 6 km a fari spenti e senza luci di stop.
fu data in rottamazione con 400k km sul groppone, a 90 km/h arrivava ma ballava tutto di brutto; aveva qualche piccola traccia di ruggine sopra il lunotto posteriore, ma la vernice restò quella originale (trascorreva comunque tutte le notti in garage).
alla luce di questo non me la sento di definirla un' auto di merda, ma una macchina onesta con una linea che obbediva ai canoni stilistici del tempo con i suoi difetti ed i suoi pregi

Anonimo ha detto...

Adeso non ricordo bene, doveva essere il 1988 oppure il 1989, ma all'epoca giuro con quasi 22 Milioni di lire in tasca, potevi acquistare auto veramente dignitose. Purtroppo come molti, mi feci abbindolare e convincere delle ottime qualità motoristiche sbandierate sul colossale motore Turbo Diesel della FIAT. Fù così che buttai i miei soldi dal terrazzo di casa. Acquistando haimè Fregata TD 90CV. Ma cosa potevi aspettarti da una macchina con un nome simile? La FREGATA.... mi ha fregato. Ho accusato anchio gli stessi problemi da te elencati caro 14. La mattina spesso (e non tutte le volte)il motore non si metteva in moto. Pensa che in officina mi montarono persino una pompetta, collegata al circuito gasolio, che aprendo il cofano, sporcandomi le mani, pipando sulla pippapompa, speravo di agevolare l'accensione! Mah! Bhò! Altri giorni in officina, io con altri mezzi dovevo raggiungere il posto di lavoro distante 43 Km, per cui la mattina la mia sveglia era all'alba come i fornai e con le mani sporche di pipate brutali mi avviavo al mio posto di lavoro. La mia Turbomerda (o Turbopiesel come meglio preferite) venne venduta dopo nemmeno 65.000 Km, la succursale Fiat mi propose l'acquisto della Tempra (credo avesse preso il suo posto) con lo stesso motore. Ma dalla Fiat mi ero già fatto fregare una volta ed una Ford Sierra Ghia fece al mio caso.

PS dopo più di un anno, i meccanici scoprirono il guasto che affliggeva l'accensione della turbomerda con il cofano aperto (che gran bello spettacolo in pieno centro o sotto casa - mi raccomando amici; continuate ancora a parlare male delle macchine tedesche) era un problema elettronico che in pratica leggeva il blocco del flusso gasolio. Come se il motore ebbe avuto un impatto/incidente. Ed io lì a smolecolare l'accensione, la batteria e a spiparmi le mani con il pompettone nero.... Fiat,una volta per tutte, mavaffanculo via... (Pavone G.)

luciano ha detto...

@ Pavone - L'hai scampata bella, compare. La Tempra pare fosse una fetecchia ancora peggiore e più costosa; parlo per sentito dire, dato che non ho avuto l'"onore" di possederla, per cui potrebbe trattarsi dei soliti "incontentabili" (?)

Anonimo ha detto...

@16: ma tipo quelle pompette collegate alle protesi per l'ingrandimento dell'uccello ??

Anonimo ha detto...

Si 18, azzeccatissimo, solo che quello te lo trovi a fianco e non ti sporchi. E trombi fin che ti và. Al Turbopiesel Per fargliela vinir duro (e solo per metterla in moto), dovevo sporcarmi le mani... ed i passanti e turisti a ridere e a farmi le foto..... W la Fiat!! Ma non parlate male delle Koreane e delle made i Germany!!!

Anonimo ha detto...

Non dimentichiamoci, anche, che qualcuno, allora, criticò anche la qui ribattezzata "FIAT Fregata", soprattutto perché sembrava una FIAT Ritmo a tre volumi!

Anonimo ha detto...

quella di aggiungere la coda al 2 volumi era allora, e lo fu per molto tempo ancora, cosa normalissima: golf/jetta, kadett 2 e 3 volumi, astra 2 e 3 voll., ritmo/regata ... e cercate un po' che ne escono altre.
quindi non era solo fiat a farlo

Anonimo ha detto...

Si però non è che la FIAT Ritmo avesse così tanto bisogno di avere tre volumi!

luciano ha detto...

@ 22 - Conforme; all'epoca io necessitavo di adeguato spazio per i bagagli e, siccome non mi va di lasciare roba in vista sul sedile poteriore, l'enorme bagagliaio della Regata soddisfece appieno questa mia esigenza: si trattava d'uno dei pochi pregi della vettura.

Anonimo ha detto...

si caro luciano/mezzotoscano....auto scadente che costava tanto e poi cadeva a pezzi già da nuova....mi sono talmente rotto di sentire parlare di queste fiat così mortificanti, così autocastranti che.....andrei ad urlarlo ai monti più vicini per ore con tutto il fiato e la forza possibile, fino a esaurire la voce....ma quali bei ricordi, li volete abbellire voi...facevano schifo allora, oggi ancora di più..

Anonimo ha detto...

ciao ragazzi..non ho posseduto una regata x fortuna ma una fiat uno sì catalitica:due sole cose..dopo un giorno presa nuova dal concessionario..il termostato non funzionava e ho rischiato sotto casa della mia ex di bruciare la guarnizione della testata..
un a sera il giorno di s.valentino io e la mia ex fuori a cena verso castel gandolfo..di sera con il buio all'altezza del tunnel prima del lago le luci dei fari si spengono all'improvviso con il rischio di incidente ho proseguito piano senza problemix fortuna..
su i tornanti della marmolada in trentino..il motore si spengneva per la troppa altitudine..alchè a trento prima di tornare dalle ferie l'ho permutata pagando una differenza con una lussuosa e ben tenuta ford escort s.w...vi dico solo che al confronto il viaggio di ritorno è stato a 5 stelle..

Anonimo ha detto...

Esiste anche il club fiat regata

luciano ha detto...

Masochisti!

Anonimo ha detto...

La regata per l'epoca è stata un'ottima auto. Scusa ma se compri una 1.3 modello base, cosa pretendi? L'auto di per se era già pesante e con quella cilindrata così bassa, è normale che non si possa avere un motore scattante o accessori di serie. Per quanto poi riguarda la qualità del montaggio, i fattori possono essere tanti. Fatto sta che mio padre ne comprò una usata tanti anni fa e c'abbiamo fatto sempre lunghi viaggi senza particolari problemi. In definitiva comprare un auto non è come scegliere un sacco di patate ma va cmq visionata; inoltre ci vuole sempre un pò di fortuna nel non farsi capitare il modello con più difetti del dovuto e questo può succedere per ogni marca

luciano ha detto...

D'accordo, caro 29. Non potevo pretendere un fulmine di potenza né una versione più sfiziosa; al'epoca mi accontentai di quello che "passava il convento", aspettandomi almeno una normale affidabilità; penso che, almeno questo, si abbia il diritto di pretendere da un'auto acquistata NUOVA, normale affidabilità che, per fortuna, ho riscontrato in altri veicoli posseduti, acquistati nuovi ma anche usati (tra cui non pochi marcati Fiat, tanto per far capire che non sono il solito esterofilo prevenuto); invece la Regata sotto quest'aspetto mi ha deluso , per cui l'opinione che me ne sono fatto, se permetti, non cambia.

Anonimo ha detto...

Io non voglio farti cambiare alcuna opinione, ma ti ripeto solo che tu hai tutto il diritto di pretendere un auto affidabile però può capitare che ci siano modelli che purtroppo nascano già con problemi. Qui può essere stato anche il rivenditore disonesto, in quanto conosceva i difetti e non te ne ha parlato. Cmq continuo a reputare la regata un'ottima auto, anche in una visione di pareri più ampia e che non riguardi solo me, te e qualcun altro :)

Anonimo ha detto...

Sempre piu' armoniosa ed elegante della "collega" francese RENAULT 21 con una linea spigolosa e sgraziata senza contare che, in quegli anni, le finiture e gli allestimenti interni delle transilpine in genere erano tali da farle sembrare dei giocattoli. La 21 aveva "in piu'" solo una versione sportiva e alcune serie con gli interni in cuoio tra cui proprio la sportiva e la versione LIMITED (quella di cui faceva la pubblicita' Jhonny Dorelli che la guidava nei pressi della torre Eiffel).

Anonimo ha detto...

ciao dalla carissima Argentina ! La Regata fu propriamente un chiasso e se ne sono vendute parecchio in quel momento. L`imagine della Fiat venne in calo. Poi ce ne sono venuti dei peggi ancora : Fiat Tipo, Fiat Marea ... le Fiat risultano sempre una cattiveria. Salta dal 1mo posto al ultimo in un decennio. Tanti difetti di qualità han convinto agli argentini (pure ai brasssiliani) di portar il marchio Volkswagen primo assoluto in tutta la regione, per affidabilità qualità garanzia e serietà di gestione. Oggi Fiat solo le comprano gli azzardisti dello sconto ...

Anonimo ha detto...

MA CON CHE CIPPA LE FANNO STE' MACCHINE? E SOPRATTUTTO COME?! MI RICORDANO LE VECCHIE LADA RUSSE CHE SI ARRUGGINIVANO COME NIENTE... PERò QUELLE NON COSTAVANO UNA PIPPA E PUR ESSENDO FATTE CON "BULLSHIT" IN QUALCHE MODO FUNZIONAVANO PUR CADENDO A PEZZI

luciano ha detto...

Facciamo un esempio: può capitare che un chirurgo scordi una garza nella pancia d'un paziente, siamo esseri umani e tutti possiamo sbagliare. Comunque il chirurgo dovrà subire conseguenze penali e professionali piuttosto serie, però - ripeto - può accadere.
Se però un chirurgo lascia la garza nella pancia ogni due e tre pazienti, uno comincia a chiedersi se per caso ha preso la laurea in un'università per corrispondenza di Tirana (come il Trota).
Dove voglio arrivare? Ad affermare che la storia dell'esemplare riuscito male "una tantum" non convince affatto, almeno per certi modelli.
Si blatera tanto di controllo di qualità... "che ci sia ciascun lo dice se si fa nessun lo sa". E io sospetto che in molti casi siano solo chiacchiere e distintivo.

Riccardo ha detto...

Mi sento in dovere di spezzare una lancia in favore della Regata.
Ne possiedo due, una 70 weekend mare e una 100S.
Comode, veloci, divertenti, affidabili, spaziose, economiche.
Nella mia collezione di auto,(tutte di gran lunga più prestigiose)sono quelle che uso più volentieri e sempre a tavoletta....
Sott'inteso che sono auto che hanno rispettivamente 24 e 27 anni.....

L'eccezione che conferma la regola???

luciano ha detto...

Forse l'eccezione è la mia? Mah...

AUTOdiMERDA ha detto...

...io la Regata l'ho vista sempre come una Duna un pò più affidabile :)

luciano ha detto...

Figuriamoci...

Anonimo ha detto...

ma andatevene a fanculo tutti dal primo all'ultimo,le fiat sono macchine con motori brillanti,sono come un vestito elegante,cioè bisogna saperlo portare,tutti a parlar male delle fiat,ma i nostri cari tedeschi cosa fanno?? macchine indistruttibili??non credo proprio,conosco gente che ha distrutto fiat renault citroen e wolkswagen,se sei un'animale alla guida non e colpa di fiat,ma bensì la tua,al paese mio ce una bravo con 926450 km,com'è sto fatto???conosco un vecchio rappresentante che ha avuto una ritmo diesel con ottocentomila km,un'altro caso??il figlio del mio capo ha avuto fiat punto 1.2 6speed con 500000 km poi ha avuto fiat punto 1.9 jtd e in due anni ha fatto 260000 km poi ha preso l'alfa gt 1.9 jtd sempre fiat di motore e tutto e la portato a 250000 km poi un'alfa 147 1.9 jtd anch'essa attorno ai 250/260000 km e poi una 159 2.4 in venti mesi ha fatto 295000 km,sono tutti casi questi???no sono garanzie di motori italiani,che poi sono stati copiati dai vostri cari tedeshi,oggi aquistiamo opel insigna,un'ammiraglia tra l'altro,e sotto il cofano cosa batte??un motore fiat,opel corsa 1.3??fiat,ford ka??motore fiat,suzuchi??motore fiat,opel astra??motore fiat,opel adam??motore fiat,a quanto pare non sono cattivi i motori fiat,x non parlare poi dei furgoni che peugeot e citroen si fanno fare i ducato dalla sevel di vasto e poi avanti ci mettono il loro logo,ma struttura motore e fabrica e tutto fiat,ora opel fa anche il doblò che però lo chiama con un'altro nome :-) che ridere,quindi prima di sparare cagate sappiate usare le macchine,no che le fiat le buttate x strada sotto acqua neve e vento e ci caricate di tutto e di piu,e poi quando vi comprate le tedesche un'altro pò ve le portate a letto x paura che si rovinano e a stento ci montate dentro x passeggiate,ultima chicca ho un'amico che ha comprato una polo gt a benzina ''nuova''ogni 600km deve mettere un kg d'olio e a solo 16000 km,e normale x voi???siii xkè la cagata sta volta l'ha fatta wolkswagen e non fiat,se era fiat si sarebbe parlato x anni e anni,fortuna che nn e mai successo in casa fiat una cosa del genere...termino qui xkè potrei parlare ore ed ore a farvi esempi di cagate e difetti delle auto tedesche,ma nn solo di auto,anche dei mezzi d'opera e di camion......

Luciano ha detto...

Nessuno nega che Fiat faccia buoni motori, infatti ho comprato altre Fiat dopo la Regata. Mi limito a dire che la MIA (e a quanto sembra non solo la mia) Regata fu un vespasiano anche se il motore andò sempre, come del resto quello del mio camper Ducato la cui elettronica, invece, mi fece addirittura rimpiangere il vecchio "cassone" Transit che, già da nuovo, consumava 1 kg d'olio ogni 1000 km Ducato consumo d'olio zero), faceva i 105 orari (contro i 150 del Ducato) e faceva 7 km/litro (contro gli 8 del Ducato). Purtroppo il motore non è tutto.
Quanto alle vetture tedesche ti do ragione, ne ho sentite di cotte e di crude: forse un po' più di cura nelle finiture c'è ma se ci metti le mani sono cazzi da ca...

Anonimo ha detto...

quella della Fiat Ducato e delle altre due consorelle del gruppo PSA, non sono altro che un determinato lavoro fatto in simbiosi, in maniera di suddividersi (più gruppi meno esborsi) lavoro, progettazione e costi. La Opel adopera i motori Fiat? Ma ci credo cocco, dopo tutti i soldi che anno sborsato e versato alla Fiat per progettare il motore Jtd, quello di montare i motori Fiat /GM mi sembra il minimo. Per conoscenza, il Ducato Fiat 2000 benzina del 2001 che adoperavo tutte le mattine per il trasporto frutta, non e mai andato bene, per ben tre volte ho fatto sostituire il motore (la 1° volta con garanzia Fiat). Non tratto male il mio materiale da trasporto (sempre tagliandata) ma forse e a questo punto, era molto meglio il Jamper?

Anonimo ha detto...

Bah!
Io ho avoto un regata weekend 70 per 4-5 anni........andava bene era spaziosa (molto spaziosa) frenava meglio (Moooolto meglio) della passat che ho avuto subito dopo ed ha sempre consumato intorno agli 11/12 km litro di GPL.
L'ho cambiata solo perche pensavo che 270.000 km fossero sufficienti per ammortizzarne l'acquisto,purtroppo sbagliavo perche la VW Passt successiva si rivelo un "cassone trasporto ferrivecchi" per il rumore interno (alla faccia della qualita vw) ,la poca affidabilita' di tutti gadget elettrici (specchietto,vetri,interruttori vari tettuccio apribile, condizionatore,ecc) anzi era gia' tanto se non funzionavano sempre....
Il consumo ancora oggi lo ricordo con piacere....
L'unico reale difetto che trovai era la stabilita' a velocita altina in caso di deviazioni ,probabilmente causata dalla balestrona posteriore non all'altezza delle dimensioni e prestazioni della vettura.Comunque bastava non correre troppo ..in autostrada purtroppo mi trovavo spesso e regolarmente a viaggiare per ore a 160 e + di tachimetro...a gpl ma erano altri tempi .....nb.
BB

andreaturbo ha detto...

Io ho una regata td berlina. Era di mio padre ,e tre anni fa me l'ha data a me. È molto comoda, affidabile e abbastanza veloce. In Germania sulle autostrade senza limite l'ho portata a 190km\h. Tra poco le monto i cerchi in lega e il subwoofer. Mio padre aveva una golf fino a tre mesi fa, poi l'ha venduta perché dava problemi al cambio dsg e adesso ha un'alfa 159 2.0 jtdm e non da problemi

alex casalgrandi ha detto...

volevo riportare la mia esperienza con la fiat croma.
porca puttana!!
perchè la fiat sia finita in malo modo lo si capisce.
croma :auto dalle potenzialità ottime (sorella della thema), gran progetto, comoda , veloce, anche bella.
ma: a 70.000 km sostituzione sospensioni e frizione.
impianto stereo ad alta infedeltà ( e sul libretto era descritto come ampiamente studiato....mettevi una cassetta di mozart, leggeva giovanotti).
comunque negli anni mi ci ero affezionato,a quel punto è entrato il sistema di autodistruzione brevettato fiat.
3 bulbi andati(ho evitato la fusione per miracolo).
3 pompe della benzina andate in poco tempo.
consumo olio degno di un due tempi.
in poche parole l'ho portata in fretta dal demolitore.
che dire, per gli stessi soldi esiste di meglio.
parlo per esperienza , avendo avuto molte auto di diverse nazionalità.

Anonimo ha detto...

sarò breve e come dice qualcuno, circonciso.
regata nuova, 16.000 Km + Km -.
giornata assolata primaverile.
discesa avanti a me, ma non ripida, asfalto in ottime condizioni e ruote da poco invertite 10.000 Km + Km -
Fine della discesa strada a T con casetta fronte al mio parabrezza, decelero lievemente per svoltare a destra, poi con tutta la forza della gamba.
la fregata non frena e va a schiantarsi sulla casetta rosa salmone. bell'affare da quel dì, guido nipponcar.

Anonimo ha detto...

come mai non c'è la fiat marea tra i modelli della casa sabauda?

mezzotoscano ha detto...

Bisognerebbe girare la domanda ai poliziotti: credo siano gli unici italiani che hanno provato l'emozione di guidare una Merdea berlina.

Anonimo ha detto...

Il marasma in fiat si è protratto per parecchio tempo dato che la Regata ha avuto degne eredi. Un esempio la Multipla (edicola semovente)

Anonimo ha detto...

Io ho una marea 2.4 jtd del 2001 e va una meraviglia. È molto affidabile e veloce(210 km/h) prima di lei avevo anch'io una regata 70s e l'ho distrutta in un incidente,ma non è stata colpa mia ma di uno svizzero su un'audi del cazzo. Se non fosse arrivata la polizia lo avrei preso a mazzate quel coglione , infatti mi ha dovuto rimborsare i danni. Mezzotoscano ma tu c'e l'hai con la Fiat? Un mio amico c'ha una regata tds che era del padre. Su questo sito si chiama Andreaturbo

mezzotoscano ha detto...

Non ce l'ho con la Fiat in genere, in vita mia ne ho usate parecchie e, tutto sommato, non posso lamentarmi. Il fatto è che quella certa Regata fu un'auto di merda e, a quanto pare, non fu l'unica.

andreaturbo ha detto...

alcuni miei amici hanno avuto diverse Fiat e alcuni erano insoddisfatti delle qualità delle auto però io con la mia regata non ho avuto problemi gravi a parte una volta che si è rotta la frizione. Anche con la dedra mi ci trovo bene, stesso discorso con l'OM 40 e il turbodaily. Comunque alcune nascevano già difettose di fabbrica , infatti mio padre ha avuto una tempra 2.0 ed era piena di problemi e poi l'ha rottamata e si preso una regata usata e poi presa la patente me l'ha data a me. Tu guidi un Fiat ducato? Se si mi puoi dire di che hanno è e che motore ha?

mezzotoscano ha detto...

Ho avuto un camper su meccanica Ducato 2800. Circa le prestazioni nulla da dire, ma l'elettronica di servizio era una fetecchia.

andreaturbo ha detto...

Capisco. Il turbodaily furgone che uso è 2.8 t.d. e funziona bene anche di elettronica per fortuna. @ Mezzotoscano stai su facebook

mezzotoscano ha detto...

Quello a cui l'ho venduto mi ha detto che funziona bene, ma lo usa molto più spesso di me.
Ripensandoci, quando ci viaggiavo non ha mai fatto scherzi, ma in rimessaggio un disastro... a quanto pare soffre l'uso limitato (condensa?)
Forse, chissà, al coperto sarebbe andata meglio ma posti al coperto non ne ho trovati, inoltre sono costosi e i mezzi sono spesso costretti entro spazi molto limitati, per cui il rischio di ritrovarsi con qualche sgradito "regalino" da parte d'un vicino imbranato nel parcheggiare è assai alto.

andreaturbo ha detto...

Qualcuno sa dirmi se è normale che l'OM 40 quando inchiodo tira a destra?

Anonimo ha detto...

Certamente ,ma solo se usi il martello con la mano SX

andreaturbo ha detto...

Volevo dire quando freno di colpo

Anonimo ha detto...

Una squadrata insipida berlina

ponzo97 ha detto...

Be per gli standard dell'epoca non era squadrata, seguiva il family- feeling delle FIAT di quelli anni. Comunque l'anno prossimo quando mi prendo la patente mi compro la 70S. Se volete parlare di auto mi trovate su facebook, mi chiamo andrea ponzo. L'importante è che non facciamo discussioni sterili.

ponzo97 ha detto...

Cosa mi consigliate tra il 131 e la regata, visto che l'anno prossimo mi prendo la patente. Ne ho trovata una 131 mirafiori del 1981 con 140.000 km e ne vuole 5.000 euro, sperando che per l'anno prossimo sia ancora disponibile.

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