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ALFA ROMEO ALFA 6

Alfa Romeo Alfa 6 - autodimerda.it

ITALIAL'Alfa Romeo Alfa 6 fu una autovettura berlina realizzata tramite una pompa a pedale conficcata nello scarico di un’Alfetta e poi gonfiata dalla stessa Alfa Romeo dal 1979 al 1986 nello stabilimento di Arese.
Messa in vendita  con il difficile compito di contrastare le grandi berline tedesche BMW e Mercedes-Benz, l'Alfa 6 si dimostrò potente e imponente nelle dimensioni esterne, ma impotente e incontinente nelle finiture e nell'affidabilità della componentistica elettronica, rispetto alle concorrenti teutoniche.
ALFA ROMEO ALFETTA - autodimerda.itFu realizzata tramite stiratura a vapore dell’Alfetta...

Lo studio dell'Alfa 6 venne avviato già dal 1968 come progetto interno 119, un numero che gli fu assegnato subito dopo la chiamata d’urgenza al 118 a causa dell’esplosione di alcuni progettisti per via dell’alta pressione. Sorge quindi il dubbio su dove avessero per sbaglio inserito l’innesto della pompa, ma sorvoliamo.
L’entrata in produzione era prevista per la fine del 1973, ma la crisi petrolifera dissuase i vertici della Casa a mettere in produzione un'autovettura, peraltro ormai definita in tutti i particolari, che percorreva 7 km con un litro di preziosissima benzina. Gli shock petroliferi e sociali, che attraversarono tutto il periodo 1974-1978, si attenuarono verso la fine del decennio, così nel 1979, dopo ben 11 anni dalla impostazione del progetto, l’ALFA 6 entrò in produzione, ma quando venne presentata al pubblico la nuova ammiraglia era già superata, sia sotto il profilo estetico che sotto quello meccanico.
Stilisticamente nella vista laterale sembrava un'Alfetta gonfiata con gli steroidi (battuta originale by Wikipedia!), frontalmente, se non fosse stato per il grande scudo Alfa,  ad una Fiat 130 (altro fallimento commerciale degli anni ‘70)  e internamente ad un cocktail inebriante Alfetta-Fiat 131 Mirafiori. L'età del progetto era chiaramente denunciata dalle linee squadrate e superate, dalla ridotta larghezza, da un’abitabilità interna sufficiente per sole quattro persone, da un esagerato sbalzo posteriore e da alcuni particolari di dubbio gusto. Il Cuore Sportivo non aveva retto, era diventato pittosto un’infarto sportivo.
I gruppi ottici posteriori, ad esempio, erano troppo grandi, i paraurti (in metallo con cantonali in gomma) eccessivamente massicci e la presa d'aria sporgente sul montante posteriore poco elegante. Anche la meccanica, pur se raffinata, era datata e i consumi erano elevati.
L'Alfa Romeo tentò di promuovere la grande robustezza della scocca ma, per colmo di sfiga, qualche mese dopo l'entrata in commercio l'attore Gino Bramieri (fra i primi acquirenti del modello)  distrusse la sua Alfa 6 in un drammatico incidente nel quale trovò la morte l'attrice Liana TrouchèLiana Trouchè  (Bologna, 1938 – Bisaccia, 5 febbraio 1981), è stata un'attrice italiana attiva sia in cinema che in teatro e televisione fra gli anni sessanta e gli anni settanta.. Della prima serie, prodotta fino alla fine del 1982, ne furono costruiti poco più di 6.100 esemplari.
Nel 1983, nel tentativo di risollevare le sorti commerciali del modello, la 6 venne sottoposta ad un restyling per mano del designer italiano Marcello GandiniMarcello Gandini è  un designer italiano. Anche se la maggior parte della sua capacità creativa l'ha impiegata nel design di vetture, si è occupato anche di disegno industriale e di complementi d'arredo. Fu capo-designer della Bertone sino al 1980. al quale l’Alfa Romeo, data la scarsità di risorse finanziarie a disposizione della Casa, diede un paio di matite colorate, una gomma di marzapane e la penna di Lupo Alberto.
Sul mercato interno, nel tentativo di renderla più appetibile fiscalmente, venne introdotta la 2.0 V6 di cilindrata ridotta a 1996cc e la 2.5 Turbodiesel. Questi due modelli furono però penalizzati da una massa quasi inusitata per l'epoca (la 2.0 V6 pesava 1470 kg. e la Turbodiesel addirittura 1580 Kg.) che impediva loro di raggiungere prestazioni accettabili.
L'Alfa 6 restò sul mercato per altri quattro anni, con un impatto sempre più trascurabile, ed andò fuori dalle balle nel 1987.
Della seconda serie ne furono prodotti solo 6.000 esemplari. Le ultime vetture prodotte, giacenti invendute nel deposito di Arese, furono esportate due anni più tardi in Polonia e in Albania o fatte esplodere come auto-bomba in film sulla malavita.

 
dubito
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VEDI L'ANNUNCIO IN FORMATO .PDF“Vendo stupenda ALFA 6 colore rosso scuro del 1984. Stato perfetto con motore modificato per effettuare rapine o sequestri nel massimo comfort, diverse targhe in omaggio per far perdere le proprie tracce tra cui anche quella del Vaticano. Ideale anche come auto bomba se non prende fuoco prima. Il tutto a soli € 1000 causa trasloco in altra località balneare: San Vittore, Milano.”


ALFA ROMEO ALFA 6



224 Commenti

(Pagina 2) dal 201 – 224 di 224 Commenti
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Anonimo ha detto...

Alfa 6 auto di merda? Ma qualcuna da vicino l'avete vista?
Vi meritate VERI cessi sui quali probabilmente viaggiate.

Anonimo ha detto...

OK, va benissimo, ma non stiamo parlando di una Hispano Suiza, ne di una Talbot Lago, dico; ma di una Alfa 6. Questo numero mi ricorda tanto un modello Renault molto prima messo in commercio. Diciamoci la verità, vedi mod. Juke, mlte auto vengono acquistate più con il cuore. Macchine che emozionano, che ti catturano al primo sguardo. L'Alfa sei è un modello di rara bruttezza, un vero ostacolo per le cornee, dal particolare sapore di un mandarino rancido in bocca. Molti mi diranno; aveva il cambio ZF, il suo rombo era particolare .... hummammamia però era brutta come la scoliosi, sgraziata come una frattura di tibia e perone, ma i gusti son gusti, a quanta gente gli piaice prenderla in culo? Mica son pochi i finocchi in giro?!

Anonimo ha detto...

bisogna pur digerire i limiti degli altri....

Anonimo ha detto...

L'alfa 6 purtroppo fu bloccata nello sviluppo de dare spazio alla thema... questo lo sapevate? Voi che disprezzate questo gioiello alfa non capite propio niente di alfa soprattutto chi ha fatto sto cazzo di sito ... invece di scrivere AutodiMerda dovevate scrivere che DeficenticheSiete!!!

Anonimo ha detto...

Non capite un cazzo di macchine!
L'alfa 6 era una gran bella macchina con una meccanica sopraffina e uno stile raffinato, capace di confrontarsi ad armi pari con la bmw serie7 di quell'epoca. Il ponte de dion era in quegli anni una tecnica ancora all'avanguardia, e il suo stile assomiglia molto alla coeva bmw serie 7 (1976). Le sue scarsa commerciabilità era dovuta al fatto dell'iva pesante Italiana in quell'epoca, e prima, alla crisi petrolifera e poi le berline di rappresentanza grosse di cilindrata, non si vendevano specialmente in Italia.
L'alfa 6 è una grande alfa, come le contemporanee alfona di quegli anni, 75, alfetta giiulietta e alfa 90 ( che a parere mio reputo per certi versi migliore della 75)

Anonimo ha detto...

Mi rivolgo ad alcuni di voi che non capiscono un cazzo di macchine!
L'alfa 6 e'stata una grande alfa sia per la meccanica e l'estetica;
Il ponte de dion era molto sofisticato ed era ancora valido nei successivi anni 80, per quando riguarda l'estetica, non vedo niente di male era la solita linea tradizionale dell' alfa di quell'epoca, ricordava e ricorda le bmw in particolare la bmw serie7 (e23 1976) sua diretta concorrente, la quale come l'alfa sei ha ereditato tecnica e estetica delle predenti bmw anni 70 (2800).
Per quando riguarda l'insucesso commerciale dell'alfa 6 e dovuto al fatto che la 6 si vendeva solo in europa, in Italia in particolare, in confronto alla bmw serie7 e alla mercedes che avevano un mercato globale internazionale, come in america e in oriente dove i grossi capitalisti preledigevano appunto la mercedes classe S o qualche bmw, in germania i tedeschi preferivano sopratutto la mercedes S e la bmw serie7, e come qualche altro grosso industriale di altri paesi europei, che trovavano nelle berlinone tedesche l'affidabilita'. In italia invece e in qualche altro stato europeo le berline grosse di cilindrata molto grandi non si vendevano molto, a causa dell'iva molto pesante, che penalizzava appunto, e, alla precedente crisi petrolifera anni70 che nei successivi anni 80 ha sempre intimorito sopratutto gli italiani, come sempre!
L'alfa 6 resta sempre una grande e bella alfa con una meccanica di prim ordine motore in alluminio e alimentazione singola(6carburatori con una farfalla e un condotto per ciascun cilindro e sospensioni all'avanguardia, in grado di fronteggiare ad armi pari sia con la bmw serie 7 ele mercedes S di quell'epoca, l'alfa 6 e un'alfa a tutti gli effetti come le grandi alfone di quel tempo, giulietta alfetta, 75 e 90 ( che reputo a mio parere questa ultima, per certi versi migliore dell'alfa 75).
Poi se la verita' fa male, mica e' colpa mia!!!

Anonimo ha detto...

Coglione ma lo sai quante paghe ha dato la 155 al DTM e all'ITC alla mercedes e alla bmw!!!!!Vai a studiare capra k nn caoisci un cazzo!!

Unknown ha detto...

La 155 DTM era un progetto tutto totalmente rivoluzionato rispetto al progetto 155 di serie!!! Per es. (motore alfa DOC V6 longitudinale anzichè trasversale con trazione integrale);

Quindi vatti a fare una segaaaa!!!!! COGLIONE....

Anonimo ha detto...

L'unica vera ammiraglia delle ammiraglie é la Volvo 264 GLE proposta anche in versione SW 265 GLE. Volvo leader mondiale su sicurezza affidabilità comfort ecologia.

Anonimo ha detto...

Io ce ne ho m due di Alfa6 e vi posso dire che sono due ammiraglie!! Ed stata una delle prime auto che sono uscite con l'aria condizionata!! 2500 v6 con sei carburatori a doppio corpo!! E blindate... ;)

Anonimo ha detto...

alfa 164 e''la prima auto progettata agli elementi finiti...

Anonimo ha detto...

Bisogna considerare che cosa era rimasto dell'Alfa Romeo in quegli anni. I soldi x la ricerca vera erano finiti. Il magnifico transaxle non ha mai trovato una soluzione ai problemi del cambio nonostante sia stato introdotto prima con l'alfetta berlina poi gtv poi 75. La 75 nonostante fosse squadrata è stata un ottimo progetto fatto con con quello che c'era e pochi soldi rivolgendosi alla clientela sportiva con scontoni x chiudere un occhio su certe pecche. In uno stato di indigenza è chiaro che i marchi tedeschi hanno saputo rimontare e superare le alfa fermate dalla crisi. Quando uscí la 190e era chiaro a tutti che la 75 era più performante, ma di un era passata.

Anonimo ha detto...

Ammiraglia costruita con gli stessi pezzi della Fiat 127! Non scherzo, informatevi, alcuni comandi interni erano gli stessi!
Talmente ridicola da essere divenuta da collezione.
Purtroppo per Marchionne l'operazione si ripeterà con la Giulia appena presentata. Ne venderanno 200 in tutta Italia. Assurdo voler proporre una Fiat ai prezzi BMW, Mercedes e AUDI!

Anonimo ha detto...

Chi è l'ignorante che ha scritto questo articolo, pieno di offese gratuite e notevoli inesattezze??

Unknown ha detto...

Eh, l'Alfa 6... ce ne sarebbe da scriverne... in molti commenti quassù, tra quelli più ragionati e scritti da gente competente è già stato scritto molto di vero... comunque, in sintesi, cercherò di analizzare quali furono i suoi reali problemi (e ce n'erano).
Il primo: la rinuncia allo schema transaxle, che le avrebbe donato un comportamento su strada migliore (non che non stesse in strada eh, anzi, sicuramente meglio di Mercedes e Bmw coeve, ma soffriva di molto sottosterzo, ed il cambio al retrotreno avrebbe aiutato da questo punto di vista). Allora... in origine, esattamente come l'Alfetta (il progetto fu avviato insieme), avrebbe dovuto adottare il cambio in blocco con il differenziale, ma, visto la volontà di volerla equipaggiare a richiesta anche con il cambio automatico (del resto era un'ammiraglia) e non esistendo in produzione automatici adattabili al transaxle, l'Alfa avrebbe dovuto realizzarne uno ex-novo in proprio con costi esorbitanti. In più, per ottenere l'abitabilità posteriore prevista in progetto considerando l'ingombro del cambio nella parte terminale del tunnel centrale e sotto il divano, sarebbe stato necessario rivedere la lunghezza del passo (in effetti rimasto piuttosto corto in relazione alla lunghezza totale anche sull'auto definitiva: lo stesso dell'Alfetta ed addirittura inferiore a quello della 2000 berlina). Quindi, alla fine, in Alfa si rinunciò al transaxle per queste ragioni. Alla taratura dell'automatico si dovevano anche i consumi elevati, che in effetti caratterizzavano soprattutto la versione automatica più che quelle con il manuale. In Alfa si voleva che anche l'automatica potesse garantire prestazioni elevate, soprattutto in accelerazione, così si optò per una rapportatura finale corta ed una taratura "strong" del kickdown. Risultato, il motore girava sempre alto, ed i consumi schizzavano. Altra scelta infelice ed inspiegabile, quella di equipaggiarla all'inizio con quei carburatoracci... insomma, volendola proprio farla a carburatori (del resto anche le Bmw e le Mercedes dell'epoca lo erano, salvo le versioni di punta) e volendo adottare la carburazione singola come sui Bialbero 4 cilindri, non capisco perchè non adottare 3 bei Weber doppio corpo invertiti, concepiti per essere impiegati in batteria su motori cazzuti nonchè semplici da accordare, regolare e mettere a punto, anzichè quei 6 Dell'orto monocorpo da utilitaria, di fatto impossibili da accordare decentemente tra loro e meno efficienti nel complesso. Insomma, con 3 doppio corpo decenti il funzionamento sarebbe stato più regolare e meno zoppicante ai bassi, il rendimento maggiore ed i consumi più sotto controllo... davvero inspiegabile. Per quanto riguarda la linea, insomma... auto concepita, sviluppata e fondamentalmente pronta a inizio anni '70 con gli stilemi ed i canoni ergonomici e di abitabilità dell'epoca, bloccata nei piani Alfa dalla crisi energetica, e rilanciata pressochè immutata tanti, troppi anni dopo per poter essere ancora se non sopra almeno pari alla migliore concorrenza. Aggiungiamo che per adeguare l'estetica ormai superata con pochi soldi la si è caricata di plastica (esattamente come sulle ultime Alfetta e sull'altrettanto infelice 90), ed alcuni particolari secondari realizzati in economia (l'Alfa in quegli anni era messa maluccio a finanze), ed ecco che un buon progetto finì per essere un'auto di fatto incompleta, incompiuta ed in ritardo sul mercato, anche se con molti aspetti validi (motore superiore alla concorrenza, il v6 Alfa ha fatto scuola dimostrando il suo reale potenziale su vetture successive, ed una tenuta di strada anch'essa superiore alla concorrenza dell'epoca, oltre che una scocca con valori di rigidità e resistenza agli urti davvero notevoli).

Unknown ha detto...

Guarda caso la forma dei led ricorda proprio il numero 6........mi viene da pensare

Anonimo ha detto...

esteticamente l'alfa 6 non e il massimo
il motore v6 invece va forte anche dopo 35 anni!!!

Unknown ha detto...

Si ma la 90 dove la metti? Altra cagata

Anonimo ha detto...

non avete mai chiuso la porta a una bmw 7 o una mercedes degli anni 80. non avete neanche toccato il loro cockpit e osate paragonarle ad una alfa qualsiasi. eresia.

Anonimo ha detto...

Io non l'ho avuta ma le ho fatta la "corte"per molto tempo. Ho guidato la seconda serie diesel,è sono stato a bordo della prima,ne ho vista una bianca a Milano e dopo un pò di tempo ho saputo che era l'unica in Italia (non so quanto corrisponda al vero) Comunque resta una grande auto di rappresentanza come il suo motore ha 6 cilindri...

Anonimo ha detto...

Anonimo 13 anche nella Ferrari Mondial ci sono pezzi interni della Uno. Purtroppo è tradizione di casa Fiat...

Unknown ha detto...

Io ho posseduto un'alfa 6 e anche altre ammiraglie del periodo... tra tutti i detrattori drll'alfa 6 ...c'è qualcuno che almeno l'abbia posseduta e usata per alcuni anni?Chi l'ha solo vista non fa testo.

Kaiman76 ha detto...

Aveva un bagagliaio che potevi fare quattro sequestri in una botta sola.

Anonimo ha detto...

... Che fosse piena di difetti come tutte le Alfa del periodo, ci sta. Storici gli impianti elettrici, tanto per citarne uno... ( Mi prese fuoco una Giulietta 1600, per l'impianto elettrico, non scherzo. Bruciata come un fiammifero. ) Ma, tutti quei difetti, forse, erano le caratteristiche dell'Alfa. De gustibus... Personalmente, non mi dispiaceva, la 6, anzi. Peccato fosse immantenibile coi consumi. Attenzione: considero "ALFA", solo i modelli fino alla 75. Quella, fu il canto del cigno, prima che arrivasse la sFIcATe a metterci le chele sopra, e a creare dei veri aborti tipo 155, MITO, ( Acronimo di Milano-Torino... Oltre al danno, la beffa...) . Non considero, quindi, e non riconosco più modelli Alfa, da lì in poi. A proposito: se non ricordo male, nel BTCC, la "potentissima Alfa 155", prendeva sistematicamente delle gran sportellate dal Volvo 850 SW ( SW= Station Wagon, altresì detto FAMIGLIARE... )... Con buona pace della fetida 155 ( Che altro non era, se non una Tempra camuffata e spacciata per Alfa, come nella migliore tradizione sFIcATe. ) .

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