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AUTOMOBILWERK ZWICKAU P70

AWZ P70

GERMANIALa Automobilwerk Zwickau (dal tedesco, Fabbrica Autolesionista di Zwickau) era una Casa (di cura) automobilistica tedesca attiva negli anni '50 utilizzata anche come dormitorio per gli infermi sovietici reduci del dopoguerra. Nacque infatti sulle ceneri dei vecchi impianti di Zwickau, dove prima del conflitto venivano assemblate auto di lusso, ma, dopo la separazione della Germania sotto l’orbita sovietica, iniziarono a prodursi barelle a motore. In origine la Automobilwerk Zwickau (AWZ) funse solo da nodo automobilistico per la variopinta produzione della IFA (Industrieverband Fahrzeugbau),La Industrieverband Fahrzeugbau era un gruppo industriale tedesco attivo tra il 1947 ed il 1956 anche come marchio, mentre fino al 1990 gestì le attività delle varie fabbriche, ognuna recante un proprio marchio ed ognuna dedita alla produzione industriale di veicoli di vario genere. La IFA cessò di esistere nel 1990, dopo la riunificazione delle due Germanie. gruppo industriale automobilistico tedesco che dopo il suo proscioglimento liberò il marchio, lasciando alla AWZ piena libertà decisionale nella produzione in proprio. Purtroppo.
Fu così che nacque nel 1955 la AWZ P70, fortunatamente l’unica vettura prodotta dal nosocomio tedesco nella sua breve esistenza e che può definirsi come la  mamma racchia della Trabant, figlia della guerra e auto simbolo della  Germania dell’Est, ma anche, per antonomasia, del concetto patologico di autodimerda irreversibile.
TRABANT P50 - autodimerda.itPuò definirsi come la mamma racchia della Trabant...

Disponibile in tre modelli, lettiga berlina, day hospital station wagon e portantina coupé, la AWZ  P70 (70 indicava la classe delle cilindrate 700 e la fascia d’età a cui era rivolta) montava un  defibrillatore bicilindrico due tempi (690cc, 22cv, 90 km/h) con cambio approssimativamente a  tre marce non sincronizzate.
AWZ P70 KOMBI STATION WAGON - autodimerda.itDay hospital station wagon...

Il peso totale del dispensario mobile non era eccessivo (800 kg.) in quanto l’economicità del progetto aveva ridotto all'osso gli ingombri e gli sprechi lasciando all'acquirente, già traumatizzato dopo pochi giorni, la facoltà di arredarlo a seconda delle proprie esigenze cliniche. Le prime P70 avevano addirittura i finestrini fissi, successivamente grazie ai progressi della tecnologia, divennero quantomeno sdoppiati e scorrevoli su se stessi, oppure sui passeggeri, a seconda della forza impiegata.
Peculiarità della carrozzeria, come per la Trabant, era l'utilizzo del “Duroplast”, che non era una sorta di viagra, ma una resina plastica termoindurente composta da materiali riciclati come fibre di cotone, fibre di lana, medicinali scaduti e peli di culo. Mancavano i mezzi, non solo a livello di fondi, ma anche a livello di materie prime: l'embargo imposto dai Paesi del blocco occidentale impediva l'approvvigionamento di acciaio per le lamiere, cosicché  l’utilizzo del Duroplast fu un’alternativa necessaria che portò comunque alcuni vantaggi come l’assenza totale di corrosione, la facilità di modellazione, l’economicità di produzione e l’ottima reperibilità delle materie prime... peli compresi: i leccaculo anche all'epoca non mancavano mai.
Lo svantaggio era la minor resistenza agli urti in caso di incidenti stradali e la  presenza fissa di alcuni cattivi odori sempre stagnanti all'interno dell'abitacolo di provenienza ignota, ma deducibile. Ma il peggior difetto del Duroplast è la difficoltosa eliminazione di questo materiale, motivo per cui al giorno d’oggi si possono incontrare ancora diversi relitti di P70 abbandonate sulle strade e il loro smaltimento rappresenta tuttora in Germania un grave problema.
Se siete di passaggio in terra teutonica prestate dunque molta attenzione, evitate assolutamente un ricovero negli ospedali: se la minestra ha un sapore di merda, rassegnatevi: è il Duroplast.

 
dubito
VEDI L'ANNUNCIO IN FORMATO .PDFANNUNCIdiMERDA: € 4.900
”Vendo AWZ P70 coupé a benzina del 1958. Il 99% dei pezzi sono mutuabili tranne il logo posteriore sostituito con quello della Croce Rossa. Tagliando, collaudo e auto-psia già eseguiti. Adesso si trova in Ungheria ma posso trasportarla a spinta senza spese di spedizione, fin quando c’è la salute, c’è tutto...”


AUTOMOBILWERK ZWICKAU P70



12   COMMENTI :

Alex Bugatti ha detto...

Questa vettura non la classificherei tra le Autodimerda..ha una linea armonica, piacevole..trovo particolarmente grazioso il coupè.Su questa macchina mi farei vedere in giro senza problemi..

luca.88sd ha detto...

non e troppo brutta..come dice alex concordo.

Anonimo ha detto...

Si vede lontano un miglio che è un prodotto russo...

Anonimo ha detto...

Beh, a me il coupé piace, che ci vogliamo fare. Sono lo stesso a cui piacciono Dauphine Ami 6 Anglia e 600 Multipla. Che dite, e meglio che sento un bravo medico?

Anonimo ha detto...

la coupe non e per niente male ha una linea che con piccole modifiche sarebbe attuale anche ai nostri giorni

Anonimo ha detto...

In effetti la coupè sembra l'antenata dell'AUDI TT. -ELLEMME-

Anonimo ha detto...

Dai mica è brutta!?!?!?! io se l'avessi ci girerei ogni tanto senza problemi

Anonimo ha detto...

AWZ! Che schifezza di auto!

Anonimo ha detto...

la parte alta, assomiglia alla Ferrari Bradvan, il progettista è sempre lo stesso. C'è poco da stupirsi e ancor meno da meravigliarsi.

aptoipo ha detto...

Quest'auto per alcune prospettive specie nel posteriore ricorda una PORCHE prima maniera.
Sara'questo il motivo per il quale non risulta sgradevole alla vista,
d'altronde e'tedesca!

aldamar ha detto...

Come linea non era malaccio ,era tutto il Resto che era Sbagliato!

Cazzotto ha detto...

Quando un' azienda e' sfortunata, i suoi prodotti si vedono con gli occhi della malizia. Infatti questa vettureta e' piuttosto originale. Se fosse costruita dalla Monteverdi svizzera o dalla Swatch, tutti direbbe " uaaau che bellezza , e' un capolavoro "

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